Valle Camonica, la valle dei segni

La Valle Camonica, un territorio sorprendente, ricco e generoso, dalla natura con le sue montagne e se i boschi verdissimi e i pascoli, ai caratteristici borghi ricchi di storia, dalle tracce degli antichi Camuni fino agli itinerari di fede, dalle tradizioni popolari alle gustose delizie dei suoi prodotti tipici.

La Valle Camonica è una delle più estese vallate prealpine ed è facilmente raggiungibile dalle principali città lombarde.
È universalmente conosciuta per il suo inestimabile patrimonio di incisioni rupestri di origine preistorica (conservate e tutelate nel Sito UNESCO n.94), ma è un territorio che racchiude in se tante anime.
Percorreremo insieme la Valle Camonica alla ricerca dei segni che la caratterizzano, segni della storia, segni lasciati nell’arte, impressi nella roccia, scolpiti nel legno, sapori e odori in natura e tradizioni custoditi con cura e amore, segni di fede e di slancio verso il futuro, segni disegnati sulla neve, segni della salute …

Benvenuti in Valle Camonica, la valle dei segni.

La Valle Camonica è una terra poliedrica, un diamante con mille facce e riflessi, uno scrigno dai mille tesori.
Difficile fare un elenco, lasciamoci trasportare dalle emozioni, parafrasando una celebre frase si può dire che “da queste montagne 100 secoli di storia ci stanno guardando”.
Tesoro dei tesori, vera perla nelle Alpi, sono le aree nelle quali l’uomo preistorico ha inciso nella roccia il suo mondo e la sua spiritualità, stiamo parlando delle Incisioni Rupestri.
L’estensione delle rocce istoriate e la loro varietà ne fanno il sito più importanti a livello europeo e mondiale. La sua fama è testimoniata da l’inclusione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, per la precisione sito UNESCO numero 94, primo sito riconosciuto in Italia, un primato di cui camuni vanno giustamente fieri.
L’area sulla quale si stendono le incisioni è vastissima e comprende ben 7 riserve sparse tra Capo di Ponte, la capitale delle incisioni, Cimbergo, Paspardo, Darfo Boario e Sonico.
Un patrimonio unico, incredibile, emozionante, che copre bene 10 millenni di storia.
In continuità storiche e temporale con gli abili incisori delle rocce ecco i Romani.
Anche la valle conobbe il dominio e l’opulenza romana, ben testimoniata dall’area archeologica di Cividate Camuno, la “civitas camunorum” dei latini ed il bellissimo museo archeologico contenente numerosi reperti tra cui una bella statua di Minerva.
Il successivo medioevo lascia tracce sfuggenti, ma altrettanto importanti nei borghi suggestivi sparsi nella valle come ad esempio Biennio o nei castelli come quelli di Breno a Cimbergo, Lozio e Gorzone.
Tra le migliori testimonianze di questo incredibile periodo spiccano anche edifici religiosi come la pieve di San Siro e il monastero di San Salvatore, entrambi a Capo di Ponte.
Ma il medioevo riaffiora in decine di fabbricati e numerose torri a testimoniare l’ardimento e la combattività del tempo.
La fine del medioevo segnò un periodo più tranquillo nel quale un fiorire di pievi e di costruzioni si abbellisce di capolavori pittorici.
La Valle Camonica ospita gioielli di rara bellezza dipinti per mano di due maestri dalla fine del quattrocento agli inizi del cinquecento Giovanni Pietro da Cemmo e soprattutto Girolamo Romanino.
Il primo affresca la chiesa dell’Annunciata a Piancogno che dipinge l’interno della chiesa di Santa Maria Assunta ad Esine, il secondo lo si ritrova ad affrescare le chiese di Santa Maria Assunta a Bienno e di Sant Antonio Abate a Breno, ma il vero capolavoro del Romanino e della pittura cinquecentesca lombarda si trova a Pisogne nella chiesa di Santa Maria della Neve, un ciclo di affreschi straordinario, unico … da togliere il fiato.
La Valle Camonica è soprattutto terra di boschi e di legno, a partire dal sedicesimo secolo infatti l’arte dello scolpire il legno in valle ha prodotto autentici capolavori.
A dominare la scena sono nel diciassettesimo secolo la famiglia Ramos di Edolo dalla quale spicca l’arte di Pietro Ramos.
Le sue opere insigni si possono trovare sparse tra le chiese del territorio, la bottega del Ramos sfornò negli anni successivi artisti eccezionali come i Fantoni e soprattutto il Simoni autore delle sculture lignee più interessanti, quelle della via crucis di Cerveno.
La maggior parte di queste realizzazioni testimoniano il grande fervore religioso e la fede delle genti della Valle Camonica, fede, che in valle, è rappresentata da una folta schiera di santi e beati dei quale si possono ripercorrere le tracce se si è alla ricerca di spiritualità e pace interiore.Il beato Innocenzo da Berzo, i santi Costanza e Dovizio, santa Geltrude Comensoli, la beata Cocchetti, sono soltanto alcune delle molte figure di rilievo intorno alle quali sono nati i luoghi di spiritualità, di riflessione e di fede.
Il convento dell’Annunciata a Piancogno, legato alla figura del beato Innocenzo da Berzo, la casa natale di Geltrude Comensoli, gestita dalle sorelle dell’ordine da lei fondato che si trova nel bellissimo borgo di Bienno e il convento delle suore dorotee di Cemmo di Capo Di Ponte, fondata dalla beata Cocchetti, attivo nel campo dell’educazione e della cultura.
A testimonianza di un sentimento diffuso e partecipato i santuari, gli eremi e i monasteri sparsi per la valle, baluardi di fede e fucine di santi.
Coltivare la memoria di ciò che fu e tener vive le radici profonde che legano gli uomini a questa valle a dispetto del tempo che scorre è una passione viva.
L’enorme patrimonio artistico storico ed umano è custodito con cura grazie al sistema dei musei di Valle Camonica composto da 10 musei.
Tra questi in prima linea i musei etnografici come il piccolo ma suggestivo museo “L Zuf” di Vione o il museo etnografico “Ossimo Ieri” che raccolgono le testimonianze della semplice e dura vita dei campi e dell’arte di coltivare l’aspra terra di montagna.
Alla vita agreste, nel silenzio delle vette, si contrappone il rumore delle fucine dove si lavora il ferro, altra grande risorsa naturale della valle.
Due musei ripercorrono l’epopea di questo materiale attraverso la conservazione la ricostruzione di antiche fucine, stiamo parlando del museo “Le Fudine” di Malegno e della fucina museo di Bienno, vera e propria capitale dei magli.
A legare le attività agricole e le fucine è l’acqua, il motore dell’economia camuna della notte dei tempi ad oggi.
E’ proprio per celebrare la forza generatrice dell’acqua che in una vecchia centrale idroelettrica è stato allestito a Cedegolo, il Musil, il museo dell’industria idroelettrica dove è possibile ripercorrere il cammino che porta l’acqua trasformarsi in energia, un’energia pulita e rinnovabile per eccellenza.
Il quadro si completa con lo splendido museo della Guerra Bianca a Temù dove si celebra il sacrificio di centinaia di alpini impegnati a combattere sul fronte più alto d’Europa durante la grande guerra, un viaggio struggente tra ardimento e tenacia contro il nemico e la natura.
Infine la casa museo di Camillo Golgi, illustre scienziato camuno, a Corteno, in alta valle, che celebra la vita di colui che per primo dette l’onore di un premio nobel all’Italia, un altro primato di questa terra sorprendente.
Non solo UOMO è la Valle Camonica, in questa terra la natura la fa da padrona, la sua vocazione naturalistica si evidenzia da un importante serie di parchi e riserve, foreste e aree protette che ne fanno una vera e propria oasi.
Basti citare il Parco dello Stelvio, posto a nord della valle, il Parco Regionale dell’Adamello, il più esteso parco con i suoi 510 chilometri quadrati, le splendide riserve regionali delle valli di sant’Antonio,la riserva naturale dei boschi del Giovetto e numerose foreste facenti parte del sistema delle foreste regionale di Lombardia, inoltre il Parco sovracomunale del lago Moro.
I queste oasi si possono ammirare gli splendidi paesaggi naturali segnati da boschi di abeti, faggi, castagneti centenari e da bellissimi prati e pascoli dove la varietà di fiori compone una meravigliosa tavolozza naturale, fattanon solo di sensazioni visive, ma anche di profumi e suoni.
Questi ambienti sono il regno degli animali; cervi, caprioli, marmotte e se siete fortunati anche stambecchi e camosci, oltre ad una grande varietà di uccelli.
I numerosi sentieri e le vie impervie delle vette accompagnano il turista alla scoperta di scorci magici dove la forza e la bellezza selvaggia della natura appaga, conforta e rigenera.
Per i più dinamici tutta questa natura signifa anche sport da vivere tutto l’anno.
La Valle Camonica è una delle regine dei divertimenti invernali grazie alle aree di Monte Campione a Borno e al al comprensorio di Ponte di Legno – Tonale che offre l’opportunità di praticare lo sci alpino in centinaia di chilometri di piste, dai 1.100 fino ai 3.000 metri del Ghiacciaio Presena.
Allo sci alpino si affiancano anche piste adatte per la pratica dello snowboard, piste di fondo e la possibilitá di provare anche altri sport sulla neve come lo sci alpinismo, le camminate con le racchette da neve, le arrampicate su pareti di ghiaccio e molto altro ancora, il tutto nella cornice naturale delle montagne.
Durante la bella stagione questi territori offrono occasioni di sport che vanno oltre le tranquille passeggiate, ai piedi dell’Adamello infatti si inerpicano sentieri suggestivi e impegnativi adatti alla pratica del trekking.
Il ghiacciaio dell’Adamello infine offre l’opportunità, adeguatamente accompagnati dalle esperte guide alpine, di arrivare alla sommità della valle e di godere di un panorama unico.
Per gli amanti delle biciclette la Valle Camonica apre le proprie porte con itinerari adatti a tutte le gambe, dai più impervi e mitici, come la strada per il Mortirolo, il Gavia, il Tonale, famosi in tutto il mondo per ospitare le tappe più dure e leggendarie del Giro d’Italia, fino alla bellissima pista ciclabile che da Pisogne arriva fino Capo di Pone, attraversando campi e costeggiando il percorso del fiume Oglio.
Dopo tutto questo sport è indispensabile ritrovare un po’ di benessere e relax che si può cercare in luoghi come le terme e SPA, in Valle Camonica infatti sono frequentate quelle di Angolo e quelle di Boario di cui il parco secolare è il fiore all’occhiello, ma pure le sue acque rinomate in tutto il mondo.
Se la storia, la natura, lo svago e il divertimento fanno della Val Camonica una terra tutta da scoprire, le avventure continuano a tavola a partire dai formaggi saggio della maestria e della tradizione camuna, la rosa camuna, il silter, le formaggelle come la casata di Corteno Golgi, quella della Val Saviore sono alcuni dei più rinomati ai quali si aggiunge il raro e prezioso fagiolin presidio slow food fatto con latte di capra bionda dell’Adamello.
Un fiore all’occhiello e un vanto per tutta la zona sono anche i salumi, il salame camuno occupa uno spazio di primo piano nella cucina ed è da sempre simbolo di genuinità e convivialità.
Tra i prodotti trasformati si sta riscoprendo anche il vino di Valle Camonica, certificato I.G.T., che ne attesta la bontà e la qualità produttiva.
Etichette importanti si trovano su tutto il territorio e sugli scaffali delle enoteche, degno accompagnamento dei piatti più saporiti.
Se ottimi sono i prodotti trasformati, ottima è la materia prima, la Valle Camonica infatti significa anche miele, frutta, frutti rossi, ortaggi e soprattutto castagne.
Tutta questa ricchezza viene degnamente festeggiata nelle decine di sagre paesane e nelle manifestazioni enogastronomiche che accompagnano il turista tutto l’anno e possono essere degustati negli agriturismi ristoranti sparsi sull’intero territorio.
Questi sono i segni distintivi di una terra meravigliosa, tutta da scoprire.

Vi aspettiamo in Valle Camonica … la valle dei segni.

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