Parco delle Fucine di Casto

Parco delle Fucine di Casto

Affascinante escursione in mountain bike alla scoperta di un luogo segreto che storicamente ha dato origine nel XVI secolo alla tradizione industriale siderurgica della Vallesabbia.

Il percorso si svolge inizialmente su asfalto per raggiungere le pendici della Corna di Mura. Da qui si prende l’anello ciclopedonale che attraversa il Savallese, passando per il caratteristico abitato di Alone. Adatto per bici muscolari per chi ha un buon allenamento.

Quota di partecipazione: € 90

La quota comprende:

  • Guida
  • Mountain bike
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
  • Assicurazione copertura spese mediche, infortunio e rimpatrio sanitario
  • Consegna mezzi alla località di partenza

 

 

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Parco delle Fucine di Casto

Escursione in mountain bike alla scoperta del luogo che storicamente ha dato origine nel XVI secolo alla tradizione industriale della Vallesabbia.

Monte Manos

Paesaggi mozzafiato in mountain bike. Si parte dal lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos da dove il paesaggio saprà ripagarvi dello sforzo.

Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Monte Manos

Monte Manos

Paesaggio Mozzafiato

 Si parte dalle calme acque del lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos.
La salita è molto lunga, ma alla portata di tutti coloro che vogliono provare una e-bike.
La prima parte si svolge su asfalto e solo poi su una larga e comoda strada sterrata.
Nella parte più alta si girerà attorno la sommità del Manos prima di iniziare a scendere verso Treviso e poi verso Idro fino al punto di partenza.
Il paesaggio che si gode dal Monte Manos saprà ripagarvi dello sforzo.
Adatto per bici muscolari per chi ha un buon allenamento.

Quota di partecipazione: € 110

La quota comprende:

  • Guida
  • E-bike tipo front con batteria da 500
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
  • Assicurazione copertura spese mediche, infortunio e rimpatrio sanitario
  • Consegna mezzi alla località di partenza

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Parco delle Fucine di Casto

Escursione in mountain bike alla scoperta del luogo che storicamente ha dato origine nel XVI secolo alla tradizione industriale della Vallesabbia.

Monte Manos

Paesaggi mozzafiato in mountain bike. Si parte dal lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos da dove il paesaggio saprà ripagarvi dello sforzo.

Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Entroterra Gardesano con degustazione

Entroterra Gardesano con degustazione

Tour dei Borghi con Degustazione

L’itinerario si sviluppa nell’entroterra gardesano riscoprendo magnifici angoli nascosti del nostro territorio.
Un percorso misto tra asfalto e strade bianche adatto a tutti, anche a chi ha poca confidenza con le due ruote.

Quota di partecipazione: € 90

La quota comprende:

  • Guida
  • Mountain bike
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
  • Assicurazione copertura spese mediche, infortunio e rimpatrio sanitario
  • Consegna mezzi alla località di partenza

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Monte Manos

Paesaggi mozzafiato in mountain bike. Si parte dal lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos da dove il paesaggio saprà ripagarvi dello sforzo.

Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Dal lago di Garda alla diga di Valvestino

Dal lago di Garda alla diga di Valvestino

Tour dei due Laghi

L’itinerario si sviluppa nella stupenda Valvestino.
Tramite un susseguirsi di sentieri più o meno tecnici si raggiunge la diga di Valvestino bacino artificiale, per poi ritornare su una lunga e divertente discesa sino al punto di partenza.

Quota di partecipazione: € 110

La quota comprende:

  • Guida
  • E-bike tipo front con batteria da 500
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
  • Assicurazione copertura spese mediche, infortunio e rimpatrio sanitario
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Monte Manos

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Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Da Tignale a Cima Piemp

Da Tignale a Cima Piemp

Big Valvestino

L’itinerario impegnativo che ci porterà all’interno della parte più selvaggia della Valvestino.
Si raggiungerà il comune di Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.
Il percorso è adatto a partecipanti fisicamente preparati per la lunghezza e la morfologia del percorso.
Le vedute vi appagheranno dello sforzo.

Quota di partecipazione: € 90

La quota comprende:

  • Guida
  • Mountain bike
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
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  • Consegna mezzi alla località di partenza

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Escursione in mountain bike alla scoperta del luogo che storicamente ha dato origine nel XVI secolo alla tradizione industriale della Vallesabbia.

Monte Manos

Paesaggi mozzafiato in mountain bike. Si parte dal lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos da dove il paesaggio saprà ripagarvi dello sforzo.

Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Tour del Lago d’Idro e Bagolino

Tour del Lago d’Idro e Bagolino

Piacevole escursione in e-bike tra il borgo medievale di Bagolino e le spiagge del Lago d’Idro.

Partendo dal centro del paese esploreremo questa fantastica località di montagna, con case, portici, fontane, piazze, palazzi antichi e chiese tipici di un borgo medievale; poi raggiungeremo le sponde del Lago d’Idro attraverso la strada asfaltata e dei single track per poi ritornare al paese di Bagolino.
Perfetto per i principianti che vogliono provar l’emozione di pedalare con una e-bike.

Quota di partecipazione: € 110

La quota comprende:

  • Guida
  • E-bike tipo front con batteria da 500
  • Casco e sottocasco
  • Kit foratura
  • Assicurazione copertura spese mediche, infortunio e rimpatrio sanitario
  • Consegna mezzi alla località di partenza

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Parco delle Fucine di Casto

Escursione in mountain bike alla scoperta del luogo che storicamente ha dato origine nel XVI secolo alla tradizione industriale della Vallesabbia.

Monte Manos

Paesaggi mozzafiato in mountain bike. Si parte dal lago d’Idro per raggiungere il Monte Manos da dove il paesaggio saprà ripagarvi dello sforzo.

Da Tignale a Cima Piemp

Percorso in mountain bike da Tignale sino a raggiungere Cima Piemp dove si potrà godere di una magnifica vista su tutto il lago di Garda.

Offerta turistica di itinerari a Bergamo e Provincia

Offerta turistica di itinerari a Bergamo e Provincia

Hotel in pernottamento e prima colazione a persona in camera doppia

Hotel 3 stelle Bergamo e provincia: € 35
Hotel 4 stelle Bergamo e provincia: € 40

Trekking sulle Alpi Orobiche

Il Sentiero delle Orobie, che si sviluppa lungo i monti della Provincia di Bergamo, permette di immergersi nel cuore e nelle zone più selvagge di queste Alpi, offrendo scorci veramente suggestivi dell’ambiente.

Percorsi enogastronomici e food experience

A Bergamo si mangia benissimo. Le prelibatezze tipiche spaziano dagli scarpinòcc e i capù di Parre alla polenta taragna della Valbrembana, dalla spalla cotta di Schilpario al mais spinato di Gandino e rostrato rosso di Rovetta, ma anche il raviolo di Covo, e i numerosissimi formaggi freschi o stagionati (9 dei quali certificati D.O.P.).

Percorsi d’arte

Dalle sculture lignee dei Fantoni ai ritratti del Moroni, passando da Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Cavagna, Cifrondi, Baschenis, Carnovali…Sono tantissimi i nomi bergamaschi che hanno lasciato un segno nell’arte. Questo segno spesso è visibile soprattutto nella terra dove questi artisti sono nati e cresciuti.

La musica di Bergamo

Soprattutto Gaetano Donizetti e con lui Simone Mayr, ma anche il celeberrimo violoncellista Alfredo Piatti o il tenore romanese Giovanni Battista Rubini, vere e proprie leggende della musica classica e operistica dell’800, fino ad arrivare al Direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni.

L’archeologia industriale

Bergamo fu terra di setifici, cotonifici, linifici, lanifici, soprattutto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma anche culla, ricordiamolo, dell’Italcementi. Sono ancora molte le possibilità per poter immaginare quel mondo perduto, grazie alla riqualificazione di molti di questi ma stodontici complessi industriali nei quali un tempo trovavano lavoro interi paesi o vallate: Alzano, Ponte Nossa, Martinengo, Ghisalba, Caprino Bergamasco…

Il liberty nelle valli

L’esempio più eclatante è San Pellegrino col suo centro e il suo casinò, appena riportato agli antichi splendori, ma anche le Terme. Poi, il Passo della Presolana, dove gli industriali milanesi e svizzeri del primo ‘900, con le loro lussuose ville inventarono di fatto, il concetto di villeggiatura nel senso moderno del termine.

La famiglia Tasso e il primo servizio postale

Cornello dei Tasso, in Valbrembana, conserva le vestigie dell’importante famiglia che inventò e amministrò per decenni il servizio postale di mezza Europa. La parola “taxi” pare derivi proprio da loro.

Le vecchie, grandi vie commerciali della Valbrembana

Echi di un mondo che non c’è più, ma che poggiava allora come oggi sulle grandi vie di comunicazione e quindi di commercio. Le Orobie occidentali sono un pizzico meno impervie di quelle orientali: in Val Brembana si percorrevano la via Mercatorum, la strada Taverna, fino alla seicentesca via Priùla che consentiva di collegare Bergamo al Passo San Marco e quindi alla Valtellina. Seguirne oggi gli antichi percorsi riserva affascinanti sorprese.

Arti e mestieri perduti

La lavorazione delle celebri pietre coti di Pradalunga e di Nembro, i tetti in pietra (i piöde) della Valle Imagna o quelli in ardesia dell’alta Valseriana, le gloriose fucine sul torrente Goglio, dove si forgiavano le spade di Milano, i magli e l’arte dei “ciödarói”, le miniere di zinco della Valle del Riso e della Val Serina, quelle di ferro della Val di Scalve fino ad arrivare al vero fulcro europeo del comparto tessile del XX secolo: la Valgandino.

Antichi manieri

Tanti i castelli bergamaschi che ancora oggi possono mostrarsi in tutta la loro splendida magnificenza: Pagazzano, Marne, Malpaga, Cavernago, ma anche Bianzano, Urgnano, Solza, Costa di Mezzate…un viaggio ricco di storia, ma anche di inquietanti delitti e misteri, con un nome a far quasi sempre capolino, quello del bergamasco più famoso di sempre: Bartolomeo Colleoni.

Sulle tracce degli antici Orobi

Gli antichissimi anfratti delle nostre montagne hanno talvolta mostrato segni del passaggio e della vita delle civiltà proto-celtiche che qui si stanziarono prima dei romani: dall’antica Parra (Parre) ai muri di Ca’ Marta (Brembilla), dal misterioso masso erratico della Val Sedornia (Gandellino) fino alle incisioni rupestri delle montagne di Carona.

L’acqua: la grande ricchezza delle valli bergamasche

Fu proprio la ricchezza d’acqua della bergamasca ad attirare gli imprenditori svizzeri alla fine dell’800. Oggi, però, l’acqua bergamasca si beve, soprattutto. La San Pellegrino è indiscutibilmente uno dei simboli italiani nel mondo, ma le acque minerali bergamasche oggi in commercio sono almeno una decina. La sorgente Nossana non si imbottiglia, invece, ma va dritta a Bergamo per essere bevuta direttamente dai rubinetti della città.

Wellness e Termalismo

Le più famose sono quelle di San Pellegrino, appena rilanciate, ma, che siano esse volte alla wellness o alle cure, in bergamasca se ne trovano diverse altre: Trescore Balneario, Sant’Omobono, Gaverina. Oggi che questo tipo di benessere viene finalmente riscoperto, Bergamo ha tutti i mezzi per farsi trovare pronta.

Itinerari religiosi e di fede

Bergamo è sempre stata terra di fervente culto cattolico. Sono almeno una trentina i santuari mariani delle valli montane, tre le basiliche nella sola Valle Seriana, tutte incredibilmente ricche di spunti di fede e di arte (la Danza Macabra clusonese tanto per fare un esempio). Spostandoci a sud non mancano numerosi altri scrigni da visitare: dal Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio alla Rotonda di San Tomé ad Almenno San Bartolomeo.

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I misteri oscuri delle grotte

Pochi lo sanno, ma le valli bergamasche sono ricchissime di grotte spettacolari. Alcune sono impervie e pericolose, ma molte altre sono visitabili: dalla Valle Imagna alla Val Brembana, senza dimenticarsi di Fonteno e dell’alta Val Seriana sono moltissime le opportunità per restare col fiato sospeso mettendo il naso dentro le viscere della terra, rimaste inviolate per millenni.

Tutte le proposte

Trekking sulle Alpi Orobiche
Il Sentiero delle Orobie, che si sviluppa lungo i monti della Provincia di Bergamo, permette di immergersi nel cuore e nelle zone più selvagge di queste Alpi, offrendo scorci veramente suggestivi dell’ambiente.

Percorsi enogastronomici e food experience
A Bergamo si mangia benissimo. Le prelibatezze tipiche spaziano dagli scarpinòcc e i capù di Parre alla polenta taragna della Valbrembana, dalla spalla cotta di Schilpario al mais spinato di Gandino e rostrato rosso di Rovetta, ma anche il raviolo di Covo, e i numerosissimi formaggi freschi o stagionati (9 dei quali certificati D.O.P.).

Percorsi d’arte
Dalle sculture lignee dei Fantoni ai ritratti del Moroni, passando da Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Cavagna, Cifrondi, Baschenis, Carnovali…Sono tantissimi i nomi bergamaschi che hanno lasciato un segno nell’arte. Questo segno spesso è visibile soprattutto nella terra dove questi artisti sono nati e cresciuti.

La musica di Bergamo
Soprattutto Gaetano Donizetti e con lui Simone Mayr, ma anche il celeberrimo violoncellista Alfredo Piatti o il tenore romanese Giovanni Battista Rubini, vere e proprie leggende della musica classica e operistica dell’800, fino ad arrivare al Direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni.

L’archeologia industriale
Bergamo fu terra di setifici, cotonifici, linifici, lanifici, soprattutto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma anche culla, ricordiamolo, dell’Italcementi. Sono ancora molte le possibilità per poter immaginare quel mondo perduto, grazie alla riqualificazione di molti di questi ma stodontici complessi industriali nei quali un tempo trovavano lavoro interi paesi o vallate: Alzano, Ponte Nossa, Martinengo, Ghisalba, Caprino Bergamasco…

Il liberty nelle valli
L’esempio più eclatante è San Pellegrino col suo centro e il suo casinò, appena riportato agli antichi splendori, ma anche le Terme. Poi, il Passo della Presolana, dove gli industriali milanesi e svizzeri del primo ‘900, con le loro lussuose ville inventarono di fatto, il concetto di villeggiatura nel senso moderno del termine.

La famiglia Tasso e il primo servizio postale
Cornello dei Tasso, in Valbrembana, conserva le vestigie dell’importante famiglia che inventò e amministrò per decenni il servizio postale di mezza Europa. La parola “taxi” pare derivi proprio da loro.

Le vecchie, grandi vie commerciali della Valbrembana
Echi di un mondo che non c’è più, ma che poggiava allora come oggi sulle grandi vie di comunicazione e quindi di commercio. Le Orobie occidentali sono un pizzico meno impervie di quelle orientali: in Val Brembana si percorrevano la via Mercatorum, la strada Taverna, fino alla seicentesca via Priùla che consentiva di collegare Bergamo al Passo San Marco e quindi alla Valtellina. Seguirne oggi gli antichi percorsi riserva affascinanti sorprese.

Arti e mestieri perduti
La lavorazione delle celebri pietre coti di Pradalunga e di Nembro, i tetti in pietra (i piöde) della Valle Imagna o quelli in ardesia dell’alta Valseriana, le gloriose fucine sul torrente Goglio, dove si forgiavano le spade di Milano, i magli e l’arte dei “ciödarói”, le miniere di zinco della Valle del Riso e della Val Serina, quelle di ferro della Val di Scalve fino ad arrivare al vero fulcro europeo del comparto tessile del XX secolo: la Valgandino.

Antichi manieri
Tanti i castelli bergamaschi che ancora oggi possono mostrarsi in tutta la loro splendida magnificenza: Pagazzano, Marne, Malpaga, Cavernago, ma anche Bianzano, Urgnano, Solza, Costa di Mezzate…un viaggio ricco di storia, ma anche di inquietanti delitti e misteri, con un nome a far quasi sempre capolino, quello del bergamasco più famoso di sempre: Bartolomeo Colleoni.

Sulle tracce degli antici Orobi
Gli antichissimi anfratti delle nostre montagne hanno talvolta mostrato segni del passaggio e della vita delle civiltà proto-celtiche che qui si stanziarono prima dei romani: dall’antica Parra (Parre) ai muri di Ca’ Marta (Brembilla), dal misterioso masso erratico della Val Sedornia (Gandellino) fino alle incisioni rupestri delle montagne di Carona.

L’acqua: la grande ricchezza delle valli bergamasche
Fu proprio la ricchezza d’acqua della bergamasca ad attirare gli imprenditori svizzeri alla fine dell’800. Oggi, però, l’acqua bergamasca si beve, soprattutto. La San Pellegrino è indiscutibilmente uno dei simboli italiani nel mondo, ma le acque minerali bergamasche oggi in commercio sono almeno una decina. La sorgente Nossana non si imbottiglia, invece, ma va dritta a Bergamo per essere bevuta direttamente dai rubinetti della città.

Wellness e Termalismo
Le più famose sono quelle di San Pellegrino, appena rilanciate, ma, che siano esse volte alla wellness o alle cure, in bergamasca se ne trovano diverse altre: Trescore Balneario, Sant’Omobono, Gaverina. Oggi che questo tipo di benessere viene finalmente riscoperto, Bergamo ha tutti i mezzi per farsi trovare pronta.

Itinerari religiosi e di fede
Bergamo è sempre stata terra di fervente culto cattolico. Sono almeno una trentina i santuari mariani delle valli montane, tre le basiliche nella sola Valle Seriana, tutte incredibilmente ricche di spunti di fede e di arte (la Danza Macabra clusonese tanto per fare un esempio). Spostandoci a sud non mancano numerosi altri scrigni da visitare: dal Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio alla Rotonda di San Tomé ad Almenno San Bartolomeo.

I misteri oscuri delle grotte
Pochi lo sanno, ma le valli bergamasche sono ricchissime di grotte spettacolari. Alcune sono impervie e pericolose, ma molte altre sono visitabili: dalla Valle Imagna alla Val Brembana, senza dimenticarsi di Fonteno e dell’alta Val Seriana sono moltissime le opportunità per restare col fiato sospeso mettendo il naso dentro le viscere della terra, rimaste inviolate per millenni.

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OBBLIGATORIO - Acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo quanto espresso nella privacy policy. La compilazione del presente modulo ci consente di prendere in carico la tua richiesta, di comunicare i dati a società terze che svolgono le funzioni necessarie all’operatività del servizio richiesto e di ricontattarti ai soli fini di soddisfare la tue richieste..


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VILLAGGIO CRESPI – VAPRIO D’ADDA

Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

DAL TICINO AL NAVIGLIO GRANDE

Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

IL VITTORIALE E SIRMIONE

Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

San Tome’ e Crespi D’Adda

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Tour in Franciacorta

Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

Tour dei Laghi Lombardi e Milano

“Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

Il Villaggio operaio di Crespi D’Adda

Il Villaggio operaio di Crespi D’Adda

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

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Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Si tratta di un microcosmo costruito e organizzato attorno ad una fabbrica, nato dall’idea innovativa di un imprenditore illuminato che aveva capito prima di chiunque altro quanto fosse importante dare ai propri lavoratori una abitazione e tutto ciò di cui avevano bisogno per poter vivere bene e serenamente.

Crespi d’Adda fu fondato nel 1878 dall’imprenditore Cristoforo Benigno Crespi, originario di Busto Arsizio. L’insediamento industriale sorge in un territorio conosciuto come l’Isola Brembana in quanto si tratta di un lembo di terra racchiuso tra due corsi d’acqua. La strada principale che conduce a questo complesso divide il mondo in due parti ben distinte, sulla destra parallelamente al fiume Adda, sorge il cotonificio Benigno Crespi, mentre sulla sinistra si snoda il villaggio vero e proprio, risultato del lavoro congiunto di Cristoforo Crespi insieme al figlio Silvio.

Attraversando il villaggio si può osservare la maestria con cui ogni elemento è stato realizzato, tutto è funzionale ma anche esteticamente bello. Come una vera città indipendente Crespi d’Adda era provvisto di scuola, chiesa, cimitero, dopolavoro, cooperativa di consumo, pompieri, stazione dei carabinieri, centro sportivo. Accanto ad essi troviamo poi le abitazioni dei lavoratori: dapprima incontriamo una cinquantina di case costruite per gli operai, tutte uguali, uni o bi familiari, ciascuna circondata dal proprio orto e giardino; seguono le case dei capireparto e per concludere le eclettiche ville dei dirigenti.

L’ideologia che guida le scelte innovative dei Crespi è ben riassunta dalle seguenti parole di Silvio: “I più bei momenti della giornata sono per l’industriale previdente, quelli in cui vede i robusti bambini dei suoi operai scorazzare per fioriti giardini, correndo incontro ai padri che tornano contenti dal lavoro; sono quelli in cui vede l’operaio svagarsi ad ornare il campicello o la casa linda e ordinata;  sono quelli in cui scopre un idillio od un quadro di domestica felicità; in cui fra l’occhio del padrone e quello del dipendente corre un raggio di simpatia, di fratellanza schietta e sincera. Allora svaniscono le preoccupazioni d’assurde lotte di classe, e il cuore si apre ad ideali sempre più alti di pace e  d’amore universale”.

Il visitatore verrà accompagnato in una tranquilla camminata attraverso il villaggio e passo dopo passo grazie alle spiegazioni fornite dalla guida sarà in grado di scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singola costruzione che lo compone. Solo così potrà fare un viaggio indietro nel tempo e immergersi nella vita, nel pensiero, nelle idee di una famiglia di imprenditori che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’industria italiana e al termine del tour sarà in grado di guardare con occhi nuovi e con consapevolezza un angolo di mondo ancora oggi sconosciuto ai più.

  • Quota individuale di partecipazione  euro  70.00
  • Minimo 40 persone
  • La quota comprende:

Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida  a disposizione per tutto il tour
Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
Assicurazioni di legge

 Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Tutto ebbe inizio quando due capitani d’industria illuminati vollero costruire sulle rive dell’Adda “il villaggio ideale” del lavoro.Un piccolo feudo dove il castello del padrone fosse simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.

Una storia d’altri tempi, di prima del motore. E’ il 1878 e dove la provincia di Bergamo incontra quella di Milano, Cristoforo Benigno Crespi fonda il suo nuovo opificio tessile.
Dal nulla sorge uno stabilimento all’avanguardia, dal nulla un’area disabitata diventa la meta quotidiana di migliaia di lavoratori.
E’ la fine dell’ottocento e la società è molto diversa da come oggi la intendiamo:
creare un polo industrializzato nel bel mezzo del nulla, tra il Brembo e l’Adda, non è solo visionario; per molti versi è anche una rivoluzione.
Sì, perchè in un mondo ben lontano dall’essere globalizzato, un mondo dove le lunghe distanze potevano essere percorse solo con il treno a vapore e dove il fine ultimo dell’imprenditoria era il prodotto, l’innovazione industriale sembrava rispondesse ad un solo nome:
Sono queste le premesse che portano alla creazione di quella che è oggi considerata una vera e propria opera d’arte.
E poco importa se quella visione, quella che porta la famiglia Crespi a creare tutto questo, non verrà avallata dalla storia.

  • La Fondazione e la Storia

Per garantirsi la forza lavoro necessaria a muovere il nuovo cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi non bada a spese. Così in pochissimo tempo nasce ben più della singola fabbrica: la famiglia Crespi compra i terreni necessari (principalmente da due comuni bergamaschi: Canonica d’Adda e Capriate San Gervasio, del quale il villaggio è ancora oggi frazione ) ed erige tutto quanto possa aiutare i dipendenti a svolgere bene il proprio lavoro.

Ad ogni operaio viene affidata una casa con tanto di orto e giardino.
Oltre a questo il personale dipendente può usufruire di molti servizi pubblici quali chiesa, teatro, dopolavoro, ospedale e piscina, tutto rigorosamente commissionato e pagato dalla famiglia Crespi.

Oltre a questo notevole importanza viene data all’innovazione e alla cultura, tanto che:

  • Crespi d’Adda è stato il primo luogo in Italia a installare un sistema di illuminazione elettrico.
  • I Crespi fanno installare una linea telefonica privata al fine di collegare il loro castello con la residenza milanese. Questo è il motivo per cui, a Crespi, c’è ancora oggi il prefisso telefonico di Milano (02)
  • L’opificio, all’apice del suo splendore, arriva a contare 4.000 dipendenti. Se lo relazioniamo ai tempi è un numero grandissimo.
  • Agli inizi del 900 viene construita una piscina ad uso esclusivo e gratuito dei dipendenti.
  • L’azienda non si limita a fornirti un abitazione: anche tutto il materiale scolastico e l’alloggio al personale docente è fornito gratuitamente.

Insomma, come si dice da quelle parti: “Tu dammi la manodopera che al resto: “ghe pensi mi !”

Quello che nasce dall’idea di Crespi (al quale negli anni ’20 succede il figlio Silvio Benigno) e dalla matita di professionisti del settore (tra i quali gli architetti Ernesto Pirovano e Gaetano Moretti e l’ ingegnere Pietro Brunati ) è il villaggio ideale per ospitare i lavoratori di un industria in forte espansione.
Possiamo raggruppare le opere pensate dai Crespi sotto queste categorie:

  • Abitazioni: principalmente le case sopra descritte (destinate ai dipendenti) ma non solo: esistono infatti delle villette per i dirigenti oltre che una “casa-castello” per la famiglia Crespi.
  • Fabbricati ad uso produttivo: il cotonificio vero e proprio più una serie di costruzioni destinate a magazzino.
  • Luoghi pubblici: la chiesa (una copia in scala ridotta di quella di Busto Arsizio, paese di provenienza della famiglia Crespi), l’ospedale, la scuola, il lavatoio e il cimitero, per citare i principali.  
 

Crespi d’Adda si trasforma così in maniera molto rapida in una piccola città moderna dotata di servizi d’avanguardia.
Quando a Cristoforo Benigno succede il figlio Silvio, questi mette in pratica tutto quello che ha studiato girando l’ Europa.
A lui si deve infatti la conformazione urbanistica del luogo ereditata dai villaggi operai visti in Inghilterra.
Non è comunque l’unico merito per il quale Silvio Crespi passerà alla storia: tra i numerosi brevetti da lui depositati spicca infatti il telaio circolare.
Ulteriore conferma l’abbiamo il 5 dicembre del 1995: la bellezza architettonica del villaggio unita all’ottimo stato di conservazione e ad uno studio urbanistico di altissimo livello, basato su semplici principi geometrici (da un lato il quartiere residenziale e dall’altro la fabbrica) convinceranno infatti l’Unesco a inserirlo nel patrimonio mondiale.
Il cotonificio chiuderà i battenti solo nel 2003, dopo più di un secolo di onorata carriera. Il resto del paese è ancora oggi abitato (principalmente dai discendenti degli operai) ed è liberamente visitabile.

  • Il Paternalismo Economico

Quello che è successo a Crespi d’Adda è storicamente definito come capitalismo paternalistico, una particolare forma di imprenditoria che implica un legame strettissimo tra titolare e dipendente.

Allargando il discorso si può arrivare a dire che l’imprenditore detti la vita del dipendente, fornendo a quest’ultimo tutti quegli strumenti volti a scandire la propria vita all’interno di una società creata a immagine e somiglianza del magnate.

Questo concetto è riassunto da un modo di dire azzeccatissimo: Crespi d’Adda, dalla culla alla tomba.

Se vi state chiedendo se questo sia da leggere con accezione positiva o meno, la risposta che mi sono dato è questa: “Dipende dal magnate”.
Al di là di queste considerazioni, la cosa certa è una. Se pensiamo al capitalismo moderno, quello orientato al mero ricavo che mostra oggi più che mai il rovescio della medaglia, il concetto di villaggio operaio fa sorridere,  non solo l’imprenditore si assume i rischi d’impresa e le spese per l’ edificazione della nuova fabbrica: sul groppone e senza colpo ferire si trova infatti case e casette, scuole, luoghi di culto, ospedali e cimiteri.

Erano tempi diversi, direte voi. Non solo vi rispondo io: pensare ad un capitalismo che mescoli innovazione a urbanistica, filatropia a sindacalismo e architettura a politiche sociali non è solo bello.
Oggi stiamo scoprendo che forse, in maniera riveduta e corretta, è l’unica strada percorribile.
Quello che subito viene in mente è il binomio Volkswagen – Wolsburg, che esce vittorioso da un mercato allo sbando come quello dell’automobile.
Oppure a realtà come Google che con politiche precise e mirate offrono spazio e risorse ai dipendenti che vogliono dare corpo a idee nate nel tempo libero.
Quello che hanno in comune queste aziende è il raggiungimento della qualità come fine ultimo.
La qualità prima del profitto. O se preferite: il profitto attraverso la qualità.

  • Cosa rimane di quel villaggio industriale?

Ci si rende conto già negli anni 20 che l’idea di Crespi è destinata a fallire. La tecnologia sta percorrendo strade non previste che sfoceranno qualche decennio dopo nel boom economico.
Penso principalmente all’esplosione di due tecnologie che si riveleranno rivoluzionarie: quella legata alla corrente elettrica e quella del motore a benzina destinato alle masse.
Due fatti che porteranno un’automobile a casa di ogni italiano e che taglieranno le radici al concetto stesso di Villaggio Operaio.
Da qui si va infatti dritti verso la nascita del pendolarismo: la prima tappa verso il mondo del lavoro che oggi tutti conosciamo.
Quello che ai nostri giorni rimane della storia dei Crespi è innanzitutto l’ottima conservazione di tutti gli edifici descritti in precedenza oltre che la testimonianza storica di quella che, per alcuni decenni, è stata un’eccellenza italiana.
Se è vero che il giudizio sul paternalismo è strettamente correlato al magnate che lo plasma beh, nel nostro caso quel magnate è una famiglia di imprenditori illuminati.
Che non si è limitata a fornire un alloggio ai propri dipendenti ma ha fornito loro il miglior alloggio possibile.
Anche a fine ottocento, avendo il capitale, era relativamente facile creare un villaggio dal nulla.
Era molto difficile farlo con qualità e a misura d’uomo, selezionando architetti ed ingegneri pronti ad una sfida simile.

Note e fonti: pagina wiki di Crespi d’Adda, villaggiocrespi.it

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VILLAGGIO CRESPI – VAPRIO D’ADDA

Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

DAL TICINO AL NAVIGLIO GRANDE

Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

IL VITTORIALE E SIRMIONE

Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

San Tome’ e Crespi D’Adda

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

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Tour in Franciacorta

Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

Tour dei Laghi Lombardi e Milano

“Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonché il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

Ogni anno milioni di pellegrini giungono fin qui per vivere un’esperienza di profonda religiosità nel luogo in cui più di ogni altro l’apparizione della Madonna ha lasciato un forte segno.

I visitatori, per la maggior parte fedeli fortemente devoti, si recano al Santuario per ammirare la magnificenza della struttura, per scoprire la storia della sua nascita e per vedere con i propri occhi l’acqua miracolosa che ancora oggi sgorga dalla Sacra Fonte comparsa nel punto esatto in cui apparve la Vergine.

 

L’itinerario proposto si svolgerà nell’arco di una mezza giornata.

  • Per prima cosa si realizzerà un’accurata visita guidata poiché per vivere appieno questa esperienza è importante comprendere fino in fondo sia l’aspetto spirituale del Santuario tramite il racconto degli eventi miracolosi avvenuti nei secoli passati, sia l’aspetto storico e artistico che ha portato alla realizzazione di un luogo di fede di tale bellezza e imponenza. A seguire si potrà vivere un momento più intimo sostando in preghiera all’interno della Chiesa e assistendo ad una delle consuete celebrazioni della Santa Messa.

Il giorno 26 maggio 1432 nei campi della zona di Caravaggio la Madonna apparve ad una giovane contadina di nome Giannetta. Quando la donna raccontò l’accaduto in molti si recarono nel luogo dell’apparizione e vi trovarono una fonte dalla quale sgorgava acqua in grado di portare guarigione. Si decise allora di costruire una piccola Chiesa per celebrare il miracolo. Fu poi nel corso della seconda metà del Cinquecento che il cardinale Carlo Borromeo, allora in visita a Bergamo, ordinò di far edificare al posto della primitiva chiesetta un grande Santuario, il cui progetto fu affidato all’architetto Pellegrino Tibaldi.

  • Per raggiungere la Chiesa oggi si percorre un viale d’accesso particolarmente scenografico, largo quasi 30 metri che è stato realizzato per sostituire l’originario viottolo attraverso i campi. Una volta giunti di fronte ad esso, dall’esterno il Santuario ci appare come un insieme grandioso. La Chiesa è completamente circondata da portici ed ha una pianta a croce latina con un transetto sormontato da cupola che la divide in due bracci. L’interno è suntuoso, ricco di decorazioni e opere d’arte ed è per lo più una creazione ottocentesca.
  • Di particolare importanza è il Sacro Speco, una piccola zona dietro l’altare maggiore in cui si può sostare in preghiera dinanzi ad un complesso scultoreo rappresentante la Madonna e la contadina Giannetta inginocchiata di fronte a lei.
  • Il cuore del Santuario è però il Sacro Fonte, situato in un sotterraneo proprio al di sotto del Sacro Speco e a cui si accede dall’esterno della Chiesa. Si tratta di una lunga galleria rivestita completamente a mosaico in cui si trova una fontana poiché questo è il luogo in cui la Madonna fece la propria apparizione e l’acqua cominciò a sgorgare dal terreno. Vi si possono anche vedere esposti due curiosi manufatti, ossia una ghigliottina e un catenaccio spezzato, oggetti legati ad altri eventi miracolosi avvenuti nel corso dei secoli e attribuiti alla Vergine della Fonte. Infine si può ammirare la statua della Madonna con un epigrafe che testimonia l’apparizione e che costituisce il documento più antico al riguardo.

Risulta quindi evidente come ai visitatori si offra un’esperienza fortemente emozionante e densa di significato alla scoperta di un luogo di fede caratterizzato da una grande ricchezza artistica e da una storia lunga e appassionante. Semplicemente un’esperienza da non perdere.

  • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
  • Quota a persona: da € 60
  • La quota comprende:

Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida
Pranzo tipico in ristorante
Assicurazioni e copertura e Rct

Possibilita’ di abbinare questa visita di mezza giornata ,inserendo per il  pomeriggio:

Bergamo (citta’ alta)

Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Con il contributo di Regione Lombardia

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I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

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La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

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I Santuari Mariani della bergamasca

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee come il piccolo paese di Sotto il Monte che ha dato i natali a Papa Giovanni XXIII o Caravaggio, non solo luogo d’origine del pittore Michelangelo Merisi ma anche sede del santuario di Nostra Signora del Fonte.

Accanto ad essi però esistono tantissimi altri santuari dedicati alla Madonna, nella provincia di Bergamo se ne contano ben centosei, che per quanto siano poco noti e nascosti negli angoli più remoti del territorio racchiudono in sé grandi storie e fascino.

L’itinerario che proponiamo, nell’arco di una giornata, porterà i visitatori alla scoperta proprio di alcuni dei più suggestivi seppur meno conosciuti santuari mariani della bergamasca in un viaggio attraverso la pianura, la Val Brembana e la Val Seriana.

  • Il tour parte dal Santuario di Nostra Signora della Preghiera, meglio noto come Santuario della Madonna dei Campi che si trova nella campagna attorno a Stezzano. Secondo la tradizione nel XII secolo qui esisteva una cappella con l’immagine della Madonna, alla quale i contadini della zona erano molto devoti. Un giorno una donna vi scorse una gran luce e le apparve la Madonna con il Bambino. A seguito di un tale evento si decise di erigere in quel luogo una piccola chiesetta. Successivamente nel maggio 1586 da un pilastro con affrescata la Madonna cominciò a sgorgare acqua e un paio di mesi dopo la Madonna riapparve a due bambine e in seguito ad altre persone. Ecco che quindi al posto della precedente chiesetta si decise di costruire attorno al pilastro con l’effige miracolosa un più grande santuario. L’aspetto attuale però lo si deve ad ulteriori lavori di ampliamento e abbellimento che sono stati realizzati nel corso dell’Ottocento. All’interno si potranno ammirare l’affresco miracoloso conservato dietro l’altare maggiore e le preziose opere d’arte che decorano l’intero edificio.
  • Dalla pianura ci si sposta poi in Val Brembana, precisamente a Sant’Omobono Imagna nella piccola frazione di Cepino. Qui sorge il Santuario della Madonna della Cornabusa che trovandosi all’interno di una grotta naturale, aperta in una montagna a strapiombo sulla valle, è sicuramente il più caratteristico di tutta la bergamasca. “… E’ il Santuario più bello che esista, perchè non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”. Così diceva Angelo Giuseppe Roncalli, che sostò qui in preghiera proprio pochi giorni prima di essere eletto Papa Giovanni XXII. La storia racconta che nel XIV secolo un’anziana donna cercò rifugio in una caverna per scampare alle violentissime lotte tra guelfi e ghibellini. Portò con sé una statua rappresentante la Madonna Addolorata che rimase nella grotta anche dopo che la pace fu ristabilita. Anni dopo una pastorella sordomuta la trovò, grazie ad essa riacquistò l’uso della parola e dell’udito e tornò a casa per raccontare il fatto ai genitori. La notizia ben presto si diffuse per la Valle, nacque una viva devozione e all’interno della grotta si costruì una cappella, che nel tempo fu ampliata e decorata.

Prima di passare ai santuari mariani della Val Seriana è necessaria una pausa pranzo a base dei gustosi prodotti tipici delle valli bergamasche in modo da poter continuare l’itinerario pomeridiano con rinnovato entusiasmo.

  • La tappa successiva è Ponte Nossa, dove sorge il Santuario della Madonna delle Lacrime. L’interno è caratterizzato dalla ricchezza degli affreschi, delle pitture e delle raffigurazioni sacre, ma l’elemento più importante da ammirare è l’immagine miracolosa della Madonna cui il santuario è dedicato. Si tratta di un affresco rappresentante Gesù Crocifisso con accanto San Giovanni e Maria che in origine si trovava sulla facciata esterna della chiesa. Nel 1511 una giovane fanciulla che con alcune coetanee stava pascolando un gregge nelle vicinanze, vide l’occhio sinistro della Madonna piangere lacrime di sangue. Si tratta della prima lacrimazione di sangue di un’immagine mariana debitamente documentata nella storia e ancora oggi il santuario è meta di numerosi e frequenti pellegrinaggi.
  • Per concludere, a poca distanza si può facilmente raggiungere il Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio. Fu costruito nei primi anni del Seicento in modo da incorporare al suo interno la stanza della casa in cui vivevano le due bambine del paese a cui apparve la Madonna. Anche qui numerose sono le opere d’arte visibili all’interno realizzate per decorare l’edificio nel corso dei secoli.

Quello proposto è un cammino fatto per scoprire i più importanti e suggestivi luoghi di fede della bergamasca, ancora oggi oggetto di continui pellegrinaggi. La loro storia, le opere d’arte che racchiudono, i contesti naturali in cui sono inseriti li rendono opere uniche in grado di donare ai visitatori un’esperienza religiosa intima e indimenticabile.

Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
Quota a persona: da € 60
La quota comprende:
Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida a disposizione per tutto il tour
Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
Assicurazioni e copertura e Rct

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DAL TICINO AL NAVIGLIO GRANDE

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Il Santuario di Caravaggio

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Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

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Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

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Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La Valcamonica, ricca di bellezze naturali tipiche delle montagne, è oggi conosciuta soprattutto grazie al suo patrimonio di incisioni rupestri.
Nel corso del tempo, l’uomo ha disseminato il globo di segni grafici per attestare e consegnare al tempo ciò che ha visto, pensato, creduto e comunicarlo in questo modo alla divinità o ad altri uomini.
Bienno è un antico Borgo sito in Provincia di Brescia, nella media Valle Camonica, divenuto famoso in quanto insignito del titolo di “Uno dei Borghi più belli d’Italia”, grazie alle sue numerose bellezze, alle ombreggiate viuzze, ai pittoreschi cortili, alle chiese affrescate, alle verdi montagne ed ai rigogliosi colli che lo incorniciano.

Prima colazione in albergo e partenza per Capo di Ponte, arrivo previsto alle ore 9.30 Visita guidata del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri situato a Capo di Ponte .

  • Istituito nel 1955, primo parco archeologico italiano, per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche e protostoriche della Valle Camonica. Si estende su una superficie di 143.935 mq in Località Naquane, sul versante idrografico sinistro della Valle Camonica, tra i 400 e i 600 m/slm. Al suo interno accoglie 104 rocce, in arenaria levigata dai ghiacciai, incise con alcune delle raffigurazioni più note del repertorio d’arte rupestre della Valle Camonica, riconosciuto dall’UNESCO nel 1979 patrimonio mondiale dell’umanità  per l’unicità del fenomeno e per l’importanza del contributo scientifico che lo studio delle incisioni ha apportato alla conoscenza della preistoria dell’Uomo. L’arte rupestre si sviluppò in Valle Camonica tra la fine del Paleolitico Superiore (tra 13.000 e 10.000 anni da oggi) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), epoca di particolare fioritura del fenomeno, che perdurò, tuttavia, anche in età storica, romana, medievale e moderna. Il Parco è stato istituito con il fine di tutelare, conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio d’arte rupestre.

Ore 12.30 Trasferimento a  BIENNO  per pranzo tipico  presso il ristorante AL MULI’ . Neo pomeriggio  visita guidata  di uno dei borghi più belli d’Italia.

  • Bienno è il paese del Ferro e dei Mulini. Fin dall’anno Mille il Vaso Re, il canale artificiale che garantisce la forza motrice dei pesanti magli e delle ruote, di cui sono ancora importanti testimonianze il Museo del Ferro e il Mulino Museo come Musei attivi. Camminare per il Centro Storico di Bienno significa camminare in un borgo Medioevale di rara bellezza: stretti vicoli, torri, dimore nobiliari, fontane e portali eleganti. Significa perdersi tra gli affreschi del Romanino custoditi nella Chiesa rinascimentale di S. Maria Annunciata, dominati dall’alto dal Colle della Maddalena, dove un maestoso Cristo Re dorato, alto più di 10 mt, veglia sulla Valle e sui suoi abitanti.
  • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
  • Quota a persona: da € 70
  • La quota comprende: Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo Guida al parco archeologico Guida di Bienno Ingresso parco archeologico di capo di ponte Pranzo tipico con bevande Assicurazioni di legge Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

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I Santuari Mariani della bergamasca

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Trenino Rosso del Bernina

Trenino Rosso del Bernina

Per i valtellinesi, parlare del “trenino rosso” è come parlare di un caro amico.

Questo perché il Bernina Express, non solo parte dal centro della Valtellina (Tirano), ma anche perchè, come la gente di montagna, è instancabile nel suo lento peregrinare tra dolci valli e alti passi alpini fino a raggiungere la sua meta nel cuore dell’alta Engadina.

Anche il turista rimane affascinato da questo treno che per molti è il più bello del mondo.

Salire sul Trenino Rosso del Bernina equivale ad entrare in un teatro ed il paesaggio che ci scorre davanti è il palcoscenico che offre uno spettacolo che muta in continuazione.

Non è solo la natura a farsi ammirare ma è anche la ferrovia stessa a dare spettacolo con i suoi viadotti e gallerie elicoidali che raggiungono pendenze a tratti impressionanti. Sicuramente anche il percorso contribuisce al fascino di questa linea: si va dal fondovalle valtellinese ai boschi della Val Poschiavo sino a salire tra i ghiacciai e le vette del Bernina per poi scendere nella sempre incantevole Engadina fino a Pontresina e Saint Moritz.

Il Trenino Rosso del Bernina, è composto da carrozze moderne, confortevoli e compie un percorso di circa 60 km, Patrimonio mondiale Unesco dal 2008, la ferrovia Retica, ha compiuto 125 anni di attività nel 2015. La Ferrovia Retica è una delle più famose linee ferroviarie a scartamento ridotto europee. Non è soltanto “un mezzo di trasporto” che comodamente porta i viaggiatori da un punto ad un altro, ma, soprattutto, è diventato negli anni un modo di vivere la natura comodamente seduti nella confortevoli carrozze e vedere, come in un film, scorrere i panorami della vallate alpine, le cascate e i torrenti che con il loro rumoreggiare fanno a gara con il cinguettio di innumerevoli tipi di uccelli, dalle simpatiche cinciallegre alle maestose aquile.

Ritrovo dei partecipanti nel luogo convenuto e partenza per Tirano. Viaggio in Bus GT con soste facoltative lungo il percorso. Breve visita libera di Tirano, e pranzo libero. Alle ore 13:00 partenza dalla stazione di Tirano con il famoso Trenino Rosso del Bernina, dove si inizia il viaggio in direzione di St Moritz.

Pochi chilometri dopo aver lasciato la stazione di Tirano il treno incontra già un capolavoro di ingegneria: il viadotto elicoidale di Brusio. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle, il TRENINO ROSSO raggiunge Alp Grüm (2.091 m) eccezionale punto panoramico. Si giunge poi ai 2.253 metri della stazione di Ospizio Bernina, sull’omonimo passo, che divide la Val Poschiavo dall’Engadina. Successivamente si apre la veduta sull’imponente Ghiacciaio del Morteratsch e sul gruppo montuoso del Bernina con i suoi 4.000 metri.

Il viaggio in trenino durerà indicativamente 2 ore e venti minuti. Al loro arrivo a St Moritz, i clienti avranno tempo a disposizione per la visita libera della famosa cittadina Svizzera situata nell’Alta Engadina. Alle ore 16:30 inizio del viaggio di ritorno in Bus GT. Arrivo in serata nello stesso luogo di partenza.

Città di partenza

  • Brescia ore 06:20 – Uscita autostradale Brescia Centro – Parcheggio Brescia Parking
  • Bergamo ore 07:00 – Parcheggio ‘‘Malpensata’’ – Via Giovanni Carnovali
  • Agrate ore 07:35 – Rotonda Uscita Autostradale – Parcheggio fronte Galbusera Spa – Via G. Marconi.
  • Milano ore 08:00 – Stazione Metropolitana Cascina Gobba – Area Bus – (Indicazioni in auto: Via Bormio – Cascina Gobba).
  • Seregno ore 08.20 – Parcheggio fronte Istituto Superiore “Martino Bassi” – Via Briantina, 68.

Informazioni sul viaggio

Pochi chilometri dopo aver lasciato la stazione di Tirano, il treno incontra già un capolavoro di ingegneria: il viadotto elicoidale di Brusio. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle, il trenino rosso raggiunge Alp Grüm (2.091 m), eccezionale punto panoramico. Si giunge poi ai 2.253 metri della stazione di Ospizio Bernina, sull’omonimo passo, che divide la Val Poschiavo dall’Engadina. Successivamente, si apre la veduta sull’imponente Ghiacciaio del Morteratsch e sul gruppo montuoso del Bernina, con i suoi 4.000 metri. – Giunti a St. Moritz, tempo libero a disposizione per la visita alla famosa cittadina Elvetica; il viaggio riprende poi in Bus GT, per il rientro alle località di partenza.

Contenuto dell’offerta

Incluso in tutte le opzioni:

  • Viaggio in pullman A/R
  • Trenino del Bernina da Saint Moritz a Tirano con vettura standard di 2° classe
  • Accompagnatore per l’intera giornata e miniguida in omaggio
  • Offerta disponibile per 1 ragazzo o 1 adulto

Le opzioni

Quota adulto € 64.00
Quota ragazzo (0-8 non compiuti) € 49.00

Organizzazione Tecnica: ADRASTEA VIAGGI

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Trenino Rosso del Bernina

Il Trenino Rosso del Bernina è una delle più famose linee ferroviare a scartamento ridotto europee. E’ diventato negli anni un modo di vivere la natura comodamente seduti nelle confortevoli carrozze e vedere, come in un film, scorrere i panorami della vallata alpina, le cascate e i torrenti.

Mantova e navigazione sul Mincio

Mantova e navigazione sul Mincio

Acqua, terra, storia, arte, leggende: ecco Mantova.

… da scoprire navigando i laghi che abbracciano la città.

  • Nel Lago di Mezzo, l’elegante disegno della Cartiera Burgo (anno 1960), opera di Pier Luigi Nervi, il “poeta del cemento armato”;
  • poi il parco-memoriale di Andreas Hofer, eroe della resistenza tirolese a Napoleone0
  • la cinquecentesca Porta Giulia e il “Vasaròn”, cascata dal lago Superiore.
  • Momento emozionante l’apparizione della Reggia dei Gonzaga che, come Venezia, sembra emergere dall’acqua con castello e torri, palazzi e basiliche e,
  • oltre la diga Chasseloup-Masetti, il paese natale di Publio Virgilio Marone, Andes, immerso nelle ninfee.
  • Poi, nella Valle, lo scenario si trasforma ed è la natura a fare spettacolo: con le distese galleggianti del Nelumbium, il Fiore di Loto e della Trapa Natans, la castagna d’acqua che si cuoce e si mangia in autunno; con il levarsi di aironi, nitticore, martin pescatori, cavalieri d’Italia; con la sequenza tra pioppi e salici, della flora fluviale, negli splendori delle fioriture o verdeggiante nel carice e nella canna palustre.
  • Al termine della navigazione, pranzo libero.

Nel pomeriggio visita guidata di Mantova con gli esterni del Palazzo Ducale e le vie del centro storico.
Nel tardo pomeriggio viaggio di ritorno con arrivo previsto in serata.
Documento richiesto: carta d’identità valida.

Organizzazione tecnica DESTINAZIONE SOLE

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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