Terre del Vescovado Moscato di Scanzo Wine Tour

Terre del Vescovado Moscato di Scanzo Wine Tour

Itinerario 7 – ENOGASTRONOMIA / ARTE / NATURA

Terre del Vescovado: Moscato di Scanzo Wine Tour
Pedalando alla scoperta della più piccola DOCG d’Italia

Quota individuale di partecipazione: € 100
La quota comprende:

  • Noleggio bicicletta Mtb (elettrica) intera giornata
  • Guida assistente per tutto il tour  (verranno fornite E-bike e casco – consigliato abbigliamento sportivo)
  • Pranzo tipico presso agriturismo/ristorante
  • Visita con degustazione presso un’azienda agricola produttrice di Moscato di Scanzo
  • Visita al Salotto del Moscato (Sede del Consorzio Tutela Moscato di Scanzo)
  • Assicurazioni di legge
  • Minimo 5 – Massimo 15 persone
  • Itinerario attivo nei giorni: Martedì, Giovedì, Sabato

Partenza in bicicletta da Chiuduno

  • PRIMA TAPPA: Abbazia benedettina di San Pietro e Paolo e chiesa parrocchiale di San Paolo d’Argon (BG)

Durante la visita all’Abbazia e alla chiesa saranno a disposizione gli accompagnatori dell’associazione culturale inChiostro. Itinerari e incontri d’arte.
Un’abbazia fondata nel 1079 dai monaci cluniacensi che divenne una tra le più grandi ed importanti della Lombardia, poté fregiarsi della protezione papale e dell’amministrazione di Giovan Battista Colleoni.
Entrerete, quindi, nella chiesa adiacente: un autentico scrigno di opere d’arte, opera dei più affermati artisti italiani del periodo barocco.
Affreschi, stucchi, tele, intarsi marmorei e sculture vi stupiranno e vi accompagneranno in un viaggio nella storia dell’arte italiana.

  • SECONDA TAPPA: Arrivo a Scanzorosciate e visita con degustazione presso un’Azienda agricola produttrice di Moscato di Scanzo.

Tra colline d’ineguagliabile splendore sorge Scanzorosciate, comune della provincia di Bergamo, caratteristico e dalla straordinaria bellezza. Paese che si fonda su due antichi borghi, quello di Scanzo capoluogo, sede municipale, di origine romana e quello di Rosciate.
Colline che danno vita ad un prodotto unico, ad un’eccellenza del territorio: il Moscato di Scanzo DOCG, fiore all’occhiello di Scanzorosciate e di tutta Bergamo.  Vino di grande pregio, è un Moscato passito a bacca rossa, ottenuto da vitigno autoctono coltivato su un territorio di soli 31 ettari. Vista la produzione molto limitata, è da considerarsi un prodotto di nicchia, esclusivo e ricercato. Questo preziosissimo vino è ottenuto dall’omonimo vitigno coltivato esclusivamente nel comune di Scanzorosciate, nella provincia di Bergamo.
Pranzo tipico presso agriturismo e/o ristorante

  • TERZA TAPPA: Visita al Salotto del Moscato di Scanzo all’interno di Villa Galimberti, nel centro storico di Scanzo

Sede del Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo e dell’Associazione Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi.
Durante la visita al Salotto sarete seguiti dal personale del Consorzio, che vi racconterà la storia del Moscato e le varie etichette degli associati.
Un salotto esclusivo, realizzato su due piani, all’interno di un antico palazzo nel cuore storico di Scanzorosciate, dove potersi immergere nella cultura del vino attraverso la suggestione dei materiali, dei colori e degli allestimenti.  L’obiettivo del “Salotto del Moscato di Scanzo” è quello di creare un luogo di incontro, di promozione e di racconto del territorio, dei suoi prodotti e della cultura vitivinicola.

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San Tome’ e Crespi D’Adda

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

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Tour in Franciacorta

Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

Tour dei Laghi Lombardi e Milano

“Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

Le Isole Borromee

L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

I luoghi di papa Giovanni XXIII

La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

Val Cavallina – I tesori dell’arte e l’oasi WWF di Valpredina

Val Cavallina – I tesori dell’arte e l’oasi WWF di Valpredina

STORIA / NATURA / ARTE
Val Cavallina – I tesori dell’arte e l’oasi WWF di Valpredina

Quota individuale di partecipazione: € 85
La quota comprende: Bus turistico. Guida e visite guidate a disposizione per tutto il tour. Pranzo tipico con bevande presso un ristorante della zona. Valido tutti i giorni da lunedì a venerdì (sabato solo su richiesta e se disponibile). Assicurazioni di legge. Minimo 25 persone


Una stretta e piccola valle rimasta in gran parte verdeggiante e incontaminata, con molte bellezze artistico-culturali e altrettante peculiarità naturalistiche. Siamo in Val Cavallina, la valle del lago di Endine, piccolo gioiello incastonato tra i monti, in cui si specchiano caratteristici borghi storici. Ma la Val Cavallina è anche trenta chilometri di arte, quella espressa nel corso dei secoli attraverso l’architettura e la pittura. Chiesette di epoca romanica, castelli e borghi medievali, monasteri e case coloniche. Un patrimonio dal valore inestimabile.


PRIMA TAPPA (mattino):
L’itinerario ha inizio a San Paolo d’Argon, alle porte della Val Cavallina, in cui troviamo un vero e proprio gioiello di arte e architettura. L’Abbazia Benedettina risale al lontano 1079, quando Giselberto, appartenente ad un ramo della famiglia dei conti di Bergamo, stipulò l’atto di donazione a favore del convento di San Pietro a Cluny di un terreno attiguo al colle di Argon, affinché vi fosse eretto un monastero dedicato agli Apostoli Paolo e Pietro. Oggi questo magnifico ex Monastero e i suoi magnifici chiostri interni si possono visitare grazie alla disponibilità dell’Associazione culturale inChiostro.

SECONDA TAPPA (mattina):
Ci si sposta di una manciata di chilometri e si raggiunge Trescore Balneario, centro principale della bassa Val Cavallina. Nel magnifico parco di Villa Suardi, sorge la cappella dedicata a Santa Barbara e Santa Brigida, affrescata da Lorenzo Lotto. Il ciclo, terminato nel 1524, è arricchito da numerosi riferimenti iconografici e simbolici e dipinto dall’artista con particolari vividi e tonalità brillanti, che lo rendono un vero e proprio gioiello dell’arte rinascimentale. Le visite sono organizzate e promosse dalla Pro Loco di Trescore Balneario.

TERZA TAPPA (pomeriggio):
Non molto lontano dalle bellezze artistiche di Trescore troviamo la Valpredina, dal bergamasco “Valle delle Pietre”, un’area naturale sita nel comune di Cenate Sopra, in una zona famosa per l’estrazione di pietre coti, in passato molto utilizzate per affilare utensili. Oggi quest’area protetta che si estende su 90 ettari, è gestita e monitorata dal WWF, grazie alla benevolenza dei coniugi Enzo e Lucia Bardoneschi, i quali nel 1983 donarono all’Associazione l’intera proprietà. Lungo il percorso visitabile sono posizionate bacheche didattiche che illustrano alcuni aspetti della fauna selvatica e delle peculiarità dell’area protetta. Possibilità di visite con audioguida o accompagnati dall’operatore.

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San Tome’ e Crespi D’Adda

San Tome’ e Crespi D’Adda

Quota individuale di partecipazione: € 70
La quota comprende: Bus turistico – Guida a disposizione per tutto il tour – Pranzo tipico in agriturismo con bevande incluse – Assicurazioni di legge.
Minimo 40 persone

Partenza in bus gran turismo dal luogo stabilito
Arrivo a Bergamo ed incontro con la guida.

1 – Mattino a San Tomè.
Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore rappresenta un’occasione imperdibile di scoprire opere sensazionali, ricche di storia ed espressione di uno stile, il romanico, di cui la Lombardia fu la prima regione promotrice in Italia alla fine dell’XI secolo.
La prima tappa è costituita dal tempio di San Tomè. Si tratta di una chiesa dedicata a San Tommaso sorta nel XII secolo sui resti di preesistenti edifici sacri di epoca romana e altomedievale.
La tappa successiva ci porta alla vicina Chiesa di San Giorgio. Si tratta della più grande basilica romanica della diocesi di Bergamo dopo Santa Maria Maggiore.
A seguire raggiungiamo l’originalissimo complesso della Chiesa Madonna del Castello, il cui nome deriva dall’antico castello, oggi scomparso, che sorgeva in questo luogo.
Pranzo tipico in agriturismo

2 – Pomeriggio a Crespi d’Adda.
Crespi d’Adda è un villaggio operaio fondato da Cristoforo Benigno Crespi nel 1877 e completato verso la fine degli anni trenta del XX secolo.
Si trova in provincia di Bergamo e fa parte del Comune di Capriate San Gervasio. Dista 17 chilometri dal capoluogo orobico e 35 da Milano. Il villaggio è a fondo chiuso e ha un’unica strada sia per l’ingresso che per l’uscita.
La tranquillità del luogo e la struttura urbana suggeriscono di visitarlo a piedi. Una visita fatta con la giusta calma dura circa quattro ore.
Crespi d’Adda è l’esempio più integro e meglio conservato di villaggio operaio in Europa. Ha un’anima tutta sua, inviolata, capace di trasportare a un tempo e un luogo lontani. Crespi d’Adda è rimasto immutato, visto che nulla è cambiato dagli anni Trenta del secolo scorso – le case, la struttura urbana, i confini sono gli stessi Crespi d’Adda è un’oasi di pace da scoprire lentamente, in linea con i ritmi di una volta. Pur essendo nato come avamposto industriale, il contesto naturalistico in cui è inserito lo rende oggi un luogo da vivere a tempi dilatati. Una nicchia di calma ricavata in una zona da alta densità produttiva.

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Percorso in VESPA  attorno al Lago d’Iseo

Percorso in VESPA attorno al Lago d’Iseo

AVVENTURA / TRADIZIONI / NATURA
Percorso in VESPA attorno al Lago d’Iseo

Quota individuale di partecipazione:
€ 159 singolo – € 209 doppio

La quota comprende:
Noleggio moto vespa 125cc, accompagnatore turistico, carburante
* Il tour verrà realizzato al raggiungimento delle 5 moto
** Il programma può subire variazioni a seconda dei gruppi e delle decisioni dei componenti

Il Lago d’Iseo, nell’alta Lombardia, è uno degli specchi d’acqua più belli e caratteristici della regione, con le sue sponde e il Monte Isola. Con NemberMax lo scopri con un itinerario in moto.
Percorso: 70/100 chilometri. Principali località attraversate: Grumello del Monte, Gandosso, Sarnico, Montisola. Un breve ma variegato e interessante itinerario tra il lago d’Iseo e la Valcalepio.

Itinerario
Partenza ore 9.30 dal Polo Fieristico di Chiuduno.
Prima sosta per una colazione panoramica nelle zone di Clusane.
Visita del lungolago di Iseo con possibilità di sosta.
Visita della Franciacorta.
Sosta per pausa pranzo in una delle location, degustazione dei vini tipici.
Pomeriggio dedicato alla visita di Montisola e sosta per un aperitivo in una cantina.
Rientro nel punto di partenza previsto alle ore 18,00.

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Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Tour in Franciacorta

Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

Tour dei Laghi Lombardi e Milano

“Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

Le Isole Borromee

L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

I luoghi di papa Giovanni XXIII

La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

Offerta turistica di itinerari a Bergamo e Provincia

Offerta turistica di itinerari a Bergamo e Provincia

Hotel in pernottamento e prima colazione a persona in camera doppia

Hotel 3 stelle Bergamo e provincia: € 35
Hotel 4 stelle Bergamo e provincia: € 40

Trekking sulle Alpi Orobiche

Il Sentiero delle Orobie, che si sviluppa lungo i monti della Provincia di Bergamo, permette di immergersi nel cuore e nelle zone più selvagge di queste Alpi, offrendo scorci veramente suggestivi dell’ambiente.

Percorsi enogastronomici e food experience

A Bergamo si mangia benissimo. Le prelibatezze tipiche spaziano dagli scarpinòcc e i capù di Parre alla polenta taragna della Valbrembana, dalla spalla cotta di Schilpario al mais spinato di Gandino e rostrato rosso di Rovetta, ma anche il raviolo di Covo, e i numerosissimi formaggi freschi o stagionati (9 dei quali certificati D.O.P.).

Percorsi d’arte

Dalle sculture lignee dei Fantoni ai ritratti del Moroni, passando da Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Cavagna, Cifrondi, Baschenis, Carnovali…Sono tantissimi i nomi bergamaschi che hanno lasciato un segno nell’arte. Questo segno spesso è visibile soprattutto nella terra dove questi artisti sono nati e cresciuti.

La musica di Bergamo

Soprattutto Gaetano Donizetti e con lui Simone Mayr, ma anche il celeberrimo violoncellista Alfredo Piatti o il tenore romanese Giovanni Battista Rubini, vere e proprie leggende della musica classica e operistica dell’800, fino ad arrivare al Direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni.

L’archeologia industriale

Bergamo fu terra di setifici, cotonifici, linifici, lanifici, soprattutto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma anche culla, ricordiamolo, dell’Italcementi. Sono ancora molte le possibilità per poter immaginare quel mondo perduto, grazie alla riqualificazione di molti di questi ma stodontici complessi industriali nei quali un tempo trovavano lavoro interi paesi o vallate: Alzano, Ponte Nossa, Martinengo, Ghisalba, Caprino Bergamasco…

Il liberty nelle valli

L’esempio più eclatante è San Pellegrino col suo centro e il suo casinò, appena riportato agli antichi splendori, ma anche le Terme. Poi, il Passo della Presolana, dove gli industriali milanesi e svizzeri del primo ‘900, con le loro lussuose ville inventarono di fatto, il concetto di villeggiatura nel senso moderno del termine.

La famiglia Tasso e il primo servizio postale

Cornello dei Tasso, in Valbrembana, conserva le vestigie dell’importante famiglia che inventò e amministrò per decenni il servizio postale di mezza Europa. La parola “taxi” pare derivi proprio da loro.

Le vecchie, grandi vie commerciali della Valbrembana

Echi di un mondo che non c’è più, ma che poggiava allora come oggi sulle grandi vie di comunicazione e quindi di commercio. Le Orobie occidentali sono un pizzico meno impervie di quelle orientali: in Val Brembana si percorrevano la via Mercatorum, la strada Taverna, fino alla seicentesca via Priùla che consentiva di collegare Bergamo al Passo San Marco e quindi alla Valtellina. Seguirne oggi gli antichi percorsi riserva affascinanti sorprese.

Arti e mestieri perduti

La lavorazione delle celebri pietre coti di Pradalunga e di Nembro, i tetti in pietra (i piöde) della Valle Imagna o quelli in ardesia dell’alta Valseriana, le gloriose fucine sul torrente Goglio, dove si forgiavano le spade di Milano, i magli e l’arte dei “ciödarói”, le miniere di zinco della Valle del Riso e della Val Serina, quelle di ferro della Val di Scalve fino ad arrivare al vero fulcro europeo del comparto tessile del XX secolo: la Valgandino.

Antichi manieri

Tanti i castelli bergamaschi che ancora oggi possono mostrarsi in tutta la loro splendida magnificenza: Pagazzano, Marne, Malpaga, Cavernago, ma anche Bianzano, Urgnano, Solza, Costa di Mezzate…un viaggio ricco di storia, ma anche di inquietanti delitti e misteri, con un nome a far quasi sempre capolino, quello del bergamasco più famoso di sempre: Bartolomeo Colleoni.

Sulle tracce degli antici Orobi

Gli antichissimi anfratti delle nostre montagne hanno talvolta mostrato segni del passaggio e della vita delle civiltà proto-celtiche che qui si stanziarono prima dei romani: dall’antica Parra (Parre) ai muri di Ca’ Marta (Brembilla), dal misterioso masso erratico della Val Sedornia (Gandellino) fino alle incisioni rupestri delle montagne di Carona.

L’acqua: la grande ricchezza delle valli bergamasche

Fu proprio la ricchezza d’acqua della bergamasca ad attirare gli imprenditori svizzeri alla fine dell’800. Oggi, però, l’acqua bergamasca si beve, soprattutto. La San Pellegrino è indiscutibilmente uno dei simboli italiani nel mondo, ma le acque minerali bergamasche oggi in commercio sono almeno una decina. La sorgente Nossana non si imbottiglia, invece, ma va dritta a Bergamo per essere bevuta direttamente dai rubinetti della città.

Wellness e Termalismo

Le più famose sono quelle di San Pellegrino, appena rilanciate, ma, che siano esse volte alla wellness o alle cure, in bergamasca se ne trovano diverse altre: Trescore Balneario, Sant’Omobono, Gaverina. Oggi che questo tipo di benessere viene finalmente riscoperto, Bergamo ha tutti i mezzi per farsi trovare pronta.

Itinerari religiosi e di fede

Bergamo è sempre stata terra di fervente culto cattolico. Sono almeno una trentina i santuari mariani delle valli montane, tre le basiliche nella sola Valle Seriana, tutte incredibilmente ricche di spunti di fede e di arte (la Danza Macabra clusonese tanto per fare un esempio). Spostandoci a sud non mancano numerosi altri scrigni da visitare: dal Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio alla Rotonda di San Tomé ad Almenno San Bartolomeo.

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I misteri oscuri delle grotte

Pochi lo sanno, ma le valli bergamasche sono ricchissime di grotte spettacolari. Alcune sono impervie e pericolose, ma molte altre sono visitabili: dalla Valle Imagna alla Val Brembana, senza dimenticarsi di Fonteno e dell’alta Val Seriana sono moltissime le opportunità per restare col fiato sospeso mettendo il naso dentro le viscere della terra, rimaste inviolate per millenni.

Tutte le proposte

Trekking sulle Alpi Orobiche
Il Sentiero delle Orobie, che si sviluppa lungo i monti della Provincia di Bergamo, permette di immergersi nel cuore e nelle zone più selvagge di queste Alpi, offrendo scorci veramente suggestivi dell’ambiente.

Percorsi enogastronomici e food experience
A Bergamo si mangia benissimo. Le prelibatezze tipiche spaziano dagli scarpinòcc e i capù di Parre alla polenta taragna della Valbrembana, dalla spalla cotta di Schilpario al mais spinato di Gandino e rostrato rosso di Rovetta, ma anche il raviolo di Covo, e i numerosissimi formaggi freschi o stagionati (9 dei quali certificati D.O.P.).

Percorsi d’arte
Dalle sculture lignee dei Fantoni ai ritratti del Moroni, passando da Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Cavagna, Cifrondi, Baschenis, Carnovali…Sono tantissimi i nomi bergamaschi che hanno lasciato un segno nell’arte. Questo segno spesso è visibile soprattutto nella terra dove questi artisti sono nati e cresciuti.

La musica di Bergamo
Soprattutto Gaetano Donizetti e con lui Simone Mayr, ma anche il celeberrimo violoncellista Alfredo Piatti o il tenore romanese Giovanni Battista Rubini, vere e proprie leggende della musica classica e operistica dell’800, fino ad arrivare al Direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni.

L’archeologia industriale
Bergamo fu terra di setifici, cotonifici, linifici, lanifici, soprattutto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma anche culla, ricordiamolo, dell’Italcementi. Sono ancora molte le possibilità per poter immaginare quel mondo perduto, grazie alla riqualificazione di molti di questi ma stodontici complessi industriali nei quali un tempo trovavano lavoro interi paesi o vallate: Alzano, Ponte Nossa, Martinengo, Ghisalba, Caprino Bergamasco…

Il liberty nelle valli
L’esempio più eclatante è San Pellegrino col suo centro e il suo casinò, appena riportato agli antichi splendori, ma anche le Terme. Poi, il Passo della Presolana, dove gli industriali milanesi e svizzeri del primo ‘900, con le loro lussuose ville inventarono di fatto, il concetto di villeggiatura nel senso moderno del termine.

La famiglia Tasso e il primo servizio postale
Cornello dei Tasso, in Valbrembana, conserva le vestigie dell’importante famiglia che inventò e amministrò per decenni il servizio postale di mezza Europa. La parola “taxi” pare derivi proprio da loro.

Le vecchie, grandi vie commerciali della Valbrembana
Echi di un mondo che non c’è più, ma che poggiava allora come oggi sulle grandi vie di comunicazione e quindi di commercio. Le Orobie occidentali sono un pizzico meno impervie di quelle orientali: in Val Brembana si percorrevano la via Mercatorum, la strada Taverna, fino alla seicentesca via Priùla che consentiva di collegare Bergamo al Passo San Marco e quindi alla Valtellina. Seguirne oggi gli antichi percorsi riserva affascinanti sorprese.

Arti e mestieri perduti
La lavorazione delle celebri pietre coti di Pradalunga e di Nembro, i tetti in pietra (i piöde) della Valle Imagna o quelli in ardesia dell’alta Valseriana, le gloriose fucine sul torrente Goglio, dove si forgiavano le spade di Milano, i magli e l’arte dei “ciödarói”, le miniere di zinco della Valle del Riso e della Val Serina, quelle di ferro della Val di Scalve fino ad arrivare al vero fulcro europeo del comparto tessile del XX secolo: la Valgandino.

Antichi manieri
Tanti i castelli bergamaschi che ancora oggi possono mostrarsi in tutta la loro splendida magnificenza: Pagazzano, Marne, Malpaga, Cavernago, ma anche Bianzano, Urgnano, Solza, Costa di Mezzate…un viaggio ricco di storia, ma anche di inquietanti delitti e misteri, con un nome a far quasi sempre capolino, quello del bergamasco più famoso di sempre: Bartolomeo Colleoni.

Sulle tracce degli antici Orobi
Gli antichissimi anfratti delle nostre montagne hanno talvolta mostrato segni del passaggio e della vita delle civiltà proto-celtiche che qui si stanziarono prima dei romani: dall’antica Parra (Parre) ai muri di Ca’ Marta (Brembilla), dal misterioso masso erratico della Val Sedornia (Gandellino) fino alle incisioni rupestri delle montagne di Carona.

L’acqua: la grande ricchezza delle valli bergamasche
Fu proprio la ricchezza d’acqua della bergamasca ad attirare gli imprenditori svizzeri alla fine dell’800. Oggi, però, l’acqua bergamasca si beve, soprattutto. La San Pellegrino è indiscutibilmente uno dei simboli italiani nel mondo, ma le acque minerali bergamasche oggi in commercio sono almeno una decina. La sorgente Nossana non si imbottiglia, invece, ma va dritta a Bergamo per essere bevuta direttamente dai rubinetti della città.

Wellness e Termalismo
Le più famose sono quelle di San Pellegrino, appena rilanciate, ma, che siano esse volte alla wellness o alle cure, in bergamasca se ne trovano diverse altre: Trescore Balneario, Sant’Omobono, Gaverina. Oggi che questo tipo di benessere viene finalmente riscoperto, Bergamo ha tutti i mezzi per farsi trovare pronta.

Itinerari religiosi e di fede
Bergamo è sempre stata terra di fervente culto cattolico. Sono almeno una trentina i santuari mariani delle valli montane, tre le basiliche nella sola Valle Seriana, tutte incredibilmente ricche di spunti di fede e di arte (la Danza Macabra clusonese tanto per fare un esempio). Spostandoci a sud non mancano numerosi altri scrigni da visitare: dal Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio alla Rotonda di San Tomé ad Almenno San Bartolomeo.

I misteri oscuri delle grotte
Pochi lo sanno, ma le valli bergamasche sono ricchissime di grotte spettacolari. Alcune sono impervie e pericolose, ma molte altre sono visitabili: dalla Valle Imagna alla Val Brembana, senza dimenticarsi di Fonteno e dell’alta Val Seriana sono moltissime le opportunità per restare col fiato sospeso mettendo il naso dentro le viscere della terra, rimaste inviolate per millenni.

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San Tome’ e Crespi D’Adda

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

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Bergamo Alta, le Mura Venete, Accademia Carrara

Bergamo Alta, le Mura Venete, Accademia Carrara

Itinerario STORICO / ARTISTICO – 3000 anni di storia
Bergamo Alta, le Mura Venete, Accademia Carrara

Quota individuale di partecipazione: € 80
La quota comprende: Bus turistico – Guida a disposizione per tutto il tour – Ingresso all’Accademia Carrara – Salita in funicolare – Pranzo tipico in ristorante in città alta con bevande incluse – Assicurazioni di legge.
Minimo 40 persone

Partenza in bus gran turismo dal luogo stabilito
Arrivo a Bergamo ed incontro con la guida.

1 – Ingresso e visita dell’Accademia Carrara. L’Accademia Carrara è l’unico museo italiano composto da lasciti di importanti collezionisti privati. Fu istituita a Bergamo, nel 1794, come complesso unico di Pinacoteca e Scuola di Pittura, per iniziativa del patrizio bergamasco Giacomo Carrara (1714 – 1796).

2 – Trasferimento a Bergamo Alta tramite funicolare, passeggiata lungo le mura Venete.
Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio dell’Umanità!
Le mura difensive della città antica di Bergamo sono ufficialmente patrimonio dell’Unesco!
Lunghe 6 km e 200 metri, costruite dalla Repubblica di Venezia fra il 1561 e il 1588, la cinta muraria protegge la parte collinare della città, definita Bergamo Alta e, nonostante i sotterranei, i passaggi militari, le 200 bocche di fuoco e le cannoniere, non ha mai dovuto affrontare assedi.
Questa la ragione principale per cui la struttura è così ben conservata.
Sono quattro le porte di accesso a Bergamo Alta: Sant’Agostino, San Giacomo, Sant’Alessandro e San Lorenzo (quest’ultima intitolata in seguito a Giuseppe Garibaldi che vi passò con i suoi Cacciatori delle Alpi nel 1859).
Il percorso lungo le mura è diventata una delle passeggiate preferite dei visitatori che possono scoprire la città alta e nel frattempo ammirare anche il paesaggio circostante.
Pranzo in ristorante
Proseguimento della vista del centro storico della città.
Dai ritrovamenti celtici, a Piazza Mercato delle scarpe, si sale attraverso vie medioevali che hanno mantenuto intatto il loro fascino, alla Rocca, ex punto difensivo ora luogo dal quale si scorge un panorama inatteso sulla città bassa e le valli. Raggiungiamo poi Piazza Vecchia, salotto e cuore della città, sulla quale affacciano gli antichi palazzi del Comune e l’imponente Campanone. Piazza del Duomo ci accoglie, maestosa e unica con la Basilica di S. Maria Maggiore, gioiello dell’arte romanica, con il Duomo, il Battistero e la Cappella Colleoni, perla rinascimentale senza eguali.
Percorreremo infine la Corsarola, via principale della città sul colle, con botteghe antiche e moderne, ristoranti e caffè.
La Cittadella Viscontea, con l’immutato fascino, oggi sede di importanti musei, ci consentirà poi di arrivare in colle Aperto.

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Le Isole Borromee

L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

I luoghi di papa Giovanni XXIII

La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

Il Villaggio operaio di Crespi D’Adda

Il Villaggio operaio di Crespi D’Adda

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

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Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Si tratta di un microcosmo costruito e organizzato attorno ad una fabbrica, nato dall’idea innovativa di un imprenditore illuminato che aveva capito prima di chiunque altro quanto fosse importante dare ai propri lavoratori una abitazione e tutto ciò di cui avevano bisogno per poter vivere bene e serenamente.

Crespi d’Adda fu fondato nel 1878 dall’imprenditore Cristoforo Benigno Crespi, originario di Busto Arsizio. L’insediamento industriale sorge in un territorio conosciuto come l’Isola Brembana in quanto si tratta di un lembo di terra racchiuso tra due corsi d’acqua. La strada principale che conduce a questo complesso divide il mondo in due parti ben distinte, sulla destra parallelamente al fiume Adda, sorge il cotonificio Benigno Crespi, mentre sulla sinistra si snoda il villaggio vero e proprio, risultato del lavoro congiunto di Cristoforo Crespi insieme al figlio Silvio.

Attraversando il villaggio si può osservare la maestria con cui ogni elemento è stato realizzato, tutto è funzionale ma anche esteticamente bello. Come una vera città indipendente Crespi d’Adda era provvisto di scuola, chiesa, cimitero, dopolavoro, cooperativa di consumo, pompieri, stazione dei carabinieri, centro sportivo. Accanto ad essi troviamo poi le abitazioni dei lavoratori: dapprima incontriamo una cinquantina di case costruite per gli operai, tutte uguali, uni o bi familiari, ciascuna circondata dal proprio orto e giardino; seguono le case dei capireparto e per concludere le eclettiche ville dei dirigenti.

L’ideologia che guida le scelte innovative dei Crespi è ben riassunta dalle seguenti parole di Silvio: “I più bei momenti della giornata sono per l’industriale previdente, quelli in cui vede i robusti bambini dei suoi operai scorazzare per fioriti giardini, correndo incontro ai padri che tornano contenti dal lavoro; sono quelli in cui vede l’operaio svagarsi ad ornare il campicello o la casa linda e ordinata;  sono quelli in cui scopre un idillio od un quadro di domestica felicità; in cui fra l’occhio del padrone e quello del dipendente corre un raggio di simpatia, di fratellanza schietta e sincera. Allora svaniscono le preoccupazioni d’assurde lotte di classe, e il cuore si apre ad ideali sempre più alti di pace e  d’amore universale”.

Il visitatore verrà accompagnato in una tranquilla camminata attraverso il villaggio e passo dopo passo grazie alle spiegazioni fornite dalla guida sarà in grado di scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singola costruzione che lo compone. Solo così potrà fare un viaggio indietro nel tempo e immergersi nella vita, nel pensiero, nelle idee di una famiglia di imprenditori che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’industria italiana e al termine del tour sarà in grado di guardare con occhi nuovi e con consapevolezza un angolo di mondo ancora oggi sconosciuto ai più.

  • Quota individuale di partecipazione  euro  70.00
  • Minimo 40 persone
  • La quota comprende:

Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida  a disposizione per tutto il tour
Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
Assicurazioni di legge

 Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Tutto ebbe inizio quando due capitani d’industria illuminati vollero costruire sulle rive dell’Adda “il villaggio ideale” del lavoro.Un piccolo feudo dove il castello del padrone fosse simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.

Una storia d’altri tempi, di prima del motore. E’ il 1878 e dove la provincia di Bergamo incontra quella di Milano, Cristoforo Benigno Crespi fonda il suo nuovo opificio tessile.
Dal nulla sorge uno stabilimento all’avanguardia, dal nulla un’area disabitata diventa la meta quotidiana di migliaia di lavoratori.
E’ la fine dell’ottocento e la società è molto diversa da come oggi la intendiamo:
creare un polo industrializzato nel bel mezzo del nulla, tra il Brembo e l’Adda, non è solo visionario; per molti versi è anche una rivoluzione.
Sì, perchè in un mondo ben lontano dall’essere globalizzato, un mondo dove le lunghe distanze potevano essere percorse solo con il treno a vapore e dove il fine ultimo dell’imprenditoria era il prodotto, l’innovazione industriale sembrava rispondesse ad un solo nome:
Sono queste le premesse che portano alla creazione di quella che è oggi considerata una vera e propria opera d’arte.
E poco importa se quella visione, quella che porta la famiglia Crespi a creare tutto questo, non verrà avallata dalla storia.

  • La Fondazione e la Storia

Per garantirsi la forza lavoro necessaria a muovere il nuovo cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi non bada a spese. Così in pochissimo tempo nasce ben più della singola fabbrica: la famiglia Crespi compra i terreni necessari (principalmente da due comuni bergamaschi: Canonica d’Adda e Capriate San Gervasio, del quale il villaggio è ancora oggi frazione ) ed erige tutto quanto possa aiutare i dipendenti a svolgere bene il proprio lavoro.

Ad ogni operaio viene affidata una casa con tanto di orto e giardino.
Oltre a questo il personale dipendente può usufruire di molti servizi pubblici quali chiesa, teatro, dopolavoro, ospedale e piscina, tutto rigorosamente commissionato e pagato dalla famiglia Crespi.

Oltre a questo notevole importanza viene data all’innovazione e alla cultura, tanto che:

  • Crespi d’Adda è stato il primo luogo in Italia a installare un sistema di illuminazione elettrico.
  • I Crespi fanno installare una linea telefonica privata al fine di collegare il loro castello con la residenza milanese. Questo è il motivo per cui, a Crespi, c’è ancora oggi il prefisso telefonico di Milano (02)
  • L’opificio, all’apice del suo splendore, arriva a contare 4.000 dipendenti. Se lo relazioniamo ai tempi è un numero grandissimo.
  • Agli inizi del 900 viene construita una piscina ad uso esclusivo e gratuito dei dipendenti.
  • L’azienda non si limita a fornirti un abitazione: anche tutto il materiale scolastico e l’alloggio al personale docente è fornito gratuitamente.

Insomma, come si dice da quelle parti: “Tu dammi la manodopera che al resto: “ghe pensi mi !”

Quello che nasce dall’idea di Crespi (al quale negli anni ’20 succede il figlio Silvio Benigno) e dalla matita di professionisti del settore (tra i quali gli architetti Ernesto Pirovano e Gaetano Moretti e l’ ingegnere Pietro Brunati ) è il villaggio ideale per ospitare i lavoratori di un industria in forte espansione.
Possiamo raggruppare le opere pensate dai Crespi sotto queste categorie:

  • Abitazioni: principalmente le case sopra descritte (destinate ai dipendenti) ma non solo: esistono infatti delle villette per i dirigenti oltre che una “casa-castello” per la famiglia Crespi.
  • Fabbricati ad uso produttivo: il cotonificio vero e proprio più una serie di costruzioni destinate a magazzino.
  • Luoghi pubblici: la chiesa (una copia in scala ridotta di quella di Busto Arsizio, paese di provenienza della famiglia Crespi), l’ospedale, la scuola, il lavatoio e il cimitero, per citare i principali.  
 

Crespi d’Adda si trasforma così in maniera molto rapida in una piccola città moderna dotata di servizi d’avanguardia.
Quando a Cristoforo Benigno succede il figlio Silvio, questi mette in pratica tutto quello che ha studiato girando l’ Europa.
A lui si deve infatti la conformazione urbanistica del luogo ereditata dai villaggi operai visti in Inghilterra.
Non è comunque l’unico merito per il quale Silvio Crespi passerà alla storia: tra i numerosi brevetti da lui depositati spicca infatti il telaio circolare.
Ulteriore conferma l’abbiamo il 5 dicembre del 1995: la bellezza architettonica del villaggio unita all’ottimo stato di conservazione e ad uno studio urbanistico di altissimo livello, basato su semplici principi geometrici (da un lato il quartiere residenziale e dall’altro la fabbrica) convinceranno infatti l’Unesco a inserirlo nel patrimonio mondiale.
Il cotonificio chiuderà i battenti solo nel 2003, dopo più di un secolo di onorata carriera. Il resto del paese è ancora oggi abitato (principalmente dai discendenti degli operai) ed è liberamente visitabile.

  • Il Paternalismo Economico

Quello che è successo a Crespi d’Adda è storicamente definito come capitalismo paternalistico, una particolare forma di imprenditoria che implica un legame strettissimo tra titolare e dipendente.

Allargando il discorso si può arrivare a dire che l’imprenditore detti la vita del dipendente, fornendo a quest’ultimo tutti quegli strumenti volti a scandire la propria vita all’interno di una società creata a immagine e somiglianza del magnate.

Questo concetto è riassunto da un modo di dire azzeccatissimo: Crespi d’Adda, dalla culla alla tomba.

Se vi state chiedendo se questo sia da leggere con accezione positiva o meno, la risposta che mi sono dato è questa: “Dipende dal magnate”.
Al di là di queste considerazioni, la cosa certa è una. Se pensiamo al capitalismo moderno, quello orientato al mero ricavo che mostra oggi più che mai il rovescio della medaglia, il concetto di villaggio operaio fa sorridere,  non solo l’imprenditore si assume i rischi d’impresa e le spese per l’ edificazione della nuova fabbrica: sul groppone e senza colpo ferire si trova infatti case e casette, scuole, luoghi di culto, ospedali e cimiteri.

Erano tempi diversi, direte voi. Non solo vi rispondo io: pensare ad un capitalismo che mescoli innovazione a urbanistica, filatropia a sindacalismo e architettura a politiche sociali non è solo bello.
Oggi stiamo scoprendo che forse, in maniera riveduta e corretta, è l’unica strada percorribile.
Quello che subito viene in mente è il binomio Volkswagen – Wolsburg, che esce vittorioso da un mercato allo sbando come quello dell’automobile.
Oppure a realtà come Google che con politiche precise e mirate offrono spazio e risorse ai dipendenti che vogliono dare corpo a idee nate nel tempo libero.
Quello che hanno in comune queste aziende è il raggiungimento della qualità come fine ultimo.
La qualità prima del profitto. O se preferite: il profitto attraverso la qualità.

  • Cosa rimane di quel villaggio industriale?

Ci si rende conto già negli anni 20 che l’idea di Crespi è destinata a fallire. La tecnologia sta percorrendo strade non previste che sfoceranno qualche decennio dopo nel boom economico.
Penso principalmente all’esplosione di due tecnologie che si riveleranno rivoluzionarie: quella legata alla corrente elettrica e quella del motore a benzina destinato alle masse.
Due fatti che porteranno un’automobile a casa di ogni italiano e che taglieranno le radici al concetto stesso di Villaggio Operaio.
Da qui si va infatti dritti verso la nascita del pendolarismo: la prima tappa verso il mondo del lavoro che oggi tutti conosciamo.
Quello che ai nostri giorni rimane della storia dei Crespi è innanzitutto l’ottima conservazione di tutti gli edifici descritti in precedenza oltre che la testimonianza storica di quella che, per alcuni decenni, è stata un’eccellenza italiana.
Se è vero che il giudizio sul paternalismo è strettamente correlato al magnate che lo plasma beh, nel nostro caso quel magnate è una famiglia di imprenditori illuminati.
Che non si è limitata a fornire un alloggio ai propri dipendenti ma ha fornito loro il miglior alloggio possibile.
Anche a fine ottocento, avendo il capitale, era relativamente facile creare un villaggio dal nulla.
Era molto difficile farlo con qualità e a misura d’uomo, selezionando architetti ed ingegneri pronti ad una sfida simile.

Note e fonti: pagina wiki di Crespi d’Adda, villaggiocrespi.it

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Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonché il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

Ogni anno milioni di pellegrini giungono fin qui per vivere un’esperienza di profonda religiosità nel luogo in cui più di ogni altro l’apparizione della Madonna ha lasciato un forte segno.

I visitatori, per la maggior parte fedeli fortemente devoti, si recano al Santuario per ammirare la magnificenza della struttura, per scoprire la storia della sua nascita e per vedere con i propri occhi l’acqua miracolosa che ancora oggi sgorga dalla Sacra Fonte comparsa nel punto esatto in cui apparve la Vergine.

 

L’itinerario proposto si svolgerà nell’arco di una mezza giornata.

  • Per prima cosa si realizzerà un’accurata visita guidata poiché per vivere appieno questa esperienza è importante comprendere fino in fondo sia l’aspetto spirituale del Santuario tramite il racconto degli eventi miracolosi avvenuti nei secoli passati, sia l’aspetto storico e artistico che ha portato alla realizzazione di un luogo di fede di tale bellezza e imponenza. A seguire si potrà vivere un momento più intimo sostando in preghiera all’interno della Chiesa e assistendo ad una delle consuete celebrazioni della Santa Messa.

Il giorno 26 maggio 1432 nei campi della zona di Caravaggio la Madonna apparve ad una giovane contadina di nome Giannetta. Quando la donna raccontò l’accaduto in molti si recarono nel luogo dell’apparizione e vi trovarono una fonte dalla quale sgorgava acqua in grado di portare guarigione. Si decise allora di costruire una piccola Chiesa per celebrare il miracolo. Fu poi nel corso della seconda metà del Cinquecento che il cardinale Carlo Borromeo, allora in visita a Bergamo, ordinò di far edificare al posto della primitiva chiesetta un grande Santuario, il cui progetto fu affidato all’architetto Pellegrino Tibaldi.

  • Per raggiungere la Chiesa oggi si percorre un viale d’accesso particolarmente scenografico, largo quasi 30 metri che è stato realizzato per sostituire l’originario viottolo attraverso i campi. Una volta giunti di fronte ad esso, dall’esterno il Santuario ci appare come un insieme grandioso. La Chiesa è completamente circondata da portici ed ha una pianta a croce latina con un transetto sormontato da cupola che la divide in due bracci. L’interno è suntuoso, ricco di decorazioni e opere d’arte ed è per lo più una creazione ottocentesca.
  • Di particolare importanza è il Sacro Speco, una piccola zona dietro l’altare maggiore in cui si può sostare in preghiera dinanzi ad un complesso scultoreo rappresentante la Madonna e la contadina Giannetta inginocchiata di fronte a lei.
  • Il cuore del Santuario è però il Sacro Fonte, situato in un sotterraneo proprio al di sotto del Sacro Speco e a cui si accede dall’esterno della Chiesa. Si tratta di una lunga galleria rivestita completamente a mosaico in cui si trova una fontana poiché questo è il luogo in cui la Madonna fece la propria apparizione e l’acqua cominciò a sgorgare dal terreno. Vi si possono anche vedere esposti due curiosi manufatti, ossia una ghigliottina e un catenaccio spezzato, oggetti legati ad altri eventi miracolosi avvenuti nel corso dei secoli e attribuiti alla Vergine della Fonte. Infine si può ammirare la statua della Madonna con un epigrafe che testimonia l’apparizione e che costituisce il documento più antico al riguardo.

Risulta quindi evidente come ai visitatori si offra un’esperienza fortemente emozionante e densa di significato alla scoperta di un luogo di fede caratterizzato da una grande ricchezza artistica e da una storia lunga e appassionante. Semplicemente un’esperienza da non perdere.

  • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
  • Quota a persona: da € 60
  • La quota comprende:

Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida
Pranzo tipico in ristorante
Assicurazioni e copertura e Rct

Possibilita’ di abbinare questa visita di mezza giornata ,inserendo per il  pomeriggio:

Bergamo (citta’ alta)

Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Con il contributo di Regione Lombardia

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La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

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Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

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I Santuari Mariani della bergamasca

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee come il piccolo paese di Sotto il Monte che ha dato i natali a Papa Giovanni XXIII o Caravaggio, non solo luogo d’origine del pittore Michelangelo Merisi ma anche sede del santuario di Nostra Signora del Fonte.

Accanto ad essi però esistono tantissimi altri santuari dedicati alla Madonna, nella provincia di Bergamo se ne contano ben centosei, che per quanto siano poco noti e nascosti negli angoli più remoti del territorio racchiudono in sé grandi storie e fascino.

L’itinerario che proponiamo, nell’arco di una giornata, porterà i visitatori alla scoperta proprio di alcuni dei più suggestivi seppur meno conosciuti santuari mariani della bergamasca in un viaggio attraverso la pianura, la Val Brembana e la Val Seriana.

  • Il tour parte dal Santuario di Nostra Signora della Preghiera, meglio noto come Santuario della Madonna dei Campi che si trova nella campagna attorno a Stezzano. Secondo la tradizione nel XII secolo qui esisteva una cappella con l’immagine della Madonna, alla quale i contadini della zona erano molto devoti. Un giorno una donna vi scorse una gran luce e le apparve la Madonna con il Bambino. A seguito di un tale evento si decise di erigere in quel luogo una piccola chiesetta. Successivamente nel maggio 1586 da un pilastro con affrescata la Madonna cominciò a sgorgare acqua e un paio di mesi dopo la Madonna riapparve a due bambine e in seguito ad altre persone. Ecco che quindi al posto della precedente chiesetta si decise di costruire attorno al pilastro con l’effige miracolosa un più grande santuario. L’aspetto attuale però lo si deve ad ulteriori lavori di ampliamento e abbellimento che sono stati realizzati nel corso dell’Ottocento. All’interno si potranno ammirare l’affresco miracoloso conservato dietro l’altare maggiore e le preziose opere d’arte che decorano l’intero edificio.
  • Dalla pianura ci si sposta poi in Val Brembana, precisamente a Sant’Omobono Imagna nella piccola frazione di Cepino. Qui sorge il Santuario della Madonna della Cornabusa che trovandosi all’interno di una grotta naturale, aperta in una montagna a strapiombo sulla valle, è sicuramente il più caratteristico di tutta la bergamasca. “… E’ il Santuario più bello che esista, perchè non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”. Così diceva Angelo Giuseppe Roncalli, che sostò qui in preghiera proprio pochi giorni prima di essere eletto Papa Giovanni XXII. La storia racconta che nel XIV secolo un’anziana donna cercò rifugio in una caverna per scampare alle violentissime lotte tra guelfi e ghibellini. Portò con sé una statua rappresentante la Madonna Addolorata che rimase nella grotta anche dopo che la pace fu ristabilita. Anni dopo una pastorella sordomuta la trovò, grazie ad essa riacquistò l’uso della parola e dell’udito e tornò a casa per raccontare il fatto ai genitori. La notizia ben presto si diffuse per la Valle, nacque una viva devozione e all’interno della grotta si costruì una cappella, che nel tempo fu ampliata e decorata.

Prima di passare ai santuari mariani della Val Seriana è necessaria una pausa pranzo a base dei gustosi prodotti tipici delle valli bergamasche in modo da poter continuare l’itinerario pomeridiano con rinnovato entusiasmo.

  • La tappa successiva è Ponte Nossa, dove sorge il Santuario della Madonna delle Lacrime. L’interno è caratterizzato dalla ricchezza degli affreschi, delle pitture e delle raffigurazioni sacre, ma l’elemento più importante da ammirare è l’immagine miracolosa della Madonna cui il santuario è dedicato. Si tratta di un affresco rappresentante Gesù Crocifisso con accanto San Giovanni e Maria che in origine si trovava sulla facciata esterna della chiesa. Nel 1511 una giovane fanciulla che con alcune coetanee stava pascolando un gregge nelle vicinanze, vide l’occhio sinistro della Madonna piangere lacrime di sangue. Si tratta della prima lacrimazione di sangue di un’immagine mariana debitamente documentata nella storia e ancora oggi il santuario è meta di numerosi e frequenti pellegrinaggi.
  • Per concludere, a poca distanza si può facilmente raggiungere il Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio. Fu costruito nei primi anni del Seicento in modo da incorporare al suo interno la stanza della casa in cui vivevano le due bambine del paese a cui apparve la Madonna. Anche qui numerose sono le opere d’arte visibili all’interno realizzate per decorare l’edificio nel corso dei secoli.

Quello proposto è un cammino fatto per scoprire i più importanti e suggestivi luoghi di fede della bergamasca, ancora oggi oggetto di continui pellegrinaggi. La loro storia, le opere d’arte che racchiudono, i contesti naturali in cui sono inseriti li rendono opere uniche in grado di donare ai visitatori un’esperienza religiosa intima e indimenticabile.

Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
Quota a persona: da € 60
La quota comprende:
Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
Guida a disposizione per tutto il tour
Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
Assicurazioni e copertura e Rct

Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Con il contributo di Regione Lombardia

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Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

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Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

La provincia di Bergamo possiede un immenso patrimonio naturalistico che si esprime al meglio nella zona settentrionale, essenzialmente montuosa e delimitata dalle Alpi Orobie. E’ proprio qui infatti che si trovano le sue valli principali, ricche di località dai paesaggi unici e dall’eccezionale valore storico-artistico. In particolare, questo tour offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

La Val Seriana è, come il nome suggerisce, la valle del fiume Serio, lungo il cui corso si estende per una cinquantina di chilometri. Può essere divisa in tre parti: la bassa valle il cui centro principale è Alzano lombardo; la zona intermedia dominata dalla Val Gandino il cui cuore è proprio l’omonimo paese di Gandino e infine l’alta valle nella zona più a nord, il cui nucleo principale è Clusone. Sono proprio queste le tappe previste dal nostro itinerario. Un percorso di fede che si svolge in luoghi la cui bellezza naturale e tranquillità invitano spontaneamente al raccoglimento e alla preghiera.

 

La prima tappa è quindi Alzano lombardo, in cui spicca la Basilica di San Martino. Già dall’XI secolo si hanno testimonianze dell’esistenza di una piccola chiesa al centro dell’abitato, ma l’aspetto attuale lo si deve a dei rifacimenti avvenuti nel corso del XVII secolo in seguito ad una cospicua donazione da parte di un ricco mercante dell’epoca. La Basilica racchiude pregevoli opere d’arte, capolavori dipinti su tela di artisti quali Cavagna, Cignaroli, Diotti, Capella per citarne solo alcuni. Ma ciò che ha dato fama a questa chiesa è stato l’illustre lavoro di Andrea Fantoni. Scultore bergamasco originario di Rovetta ha dato prova delle sue incredibili abilità realizzando numerosi elementi scultorei all’interno della basilica tra cui in particolare lo splendido pulpito in marmo nella navata centrale rappresentante le diverse età dell’uomo. La visita prosegue all’adiacente Museo d’Arte Sacra San Martino. Da qui è infatti possibile accedere alle sagrestie della basilica, dove hanno lavorato fianco a fianco i Fantoni, che si sono occupati della lavorazione delle scultore e degli arredi lignei e i Caniana, esperti nell’arte dell’intarsio. Andrea Fantoni nella seconda sagrestia scolpisce più di ottocento figure tra scene di martirio e storie tratte dal Vecchio e Nuovo testamento, dando vita ad un’opera eccezionale che lascia i visitatori senza fiato.

La seconda tappa ci porta a Gandino, paese che ottenne grande successo fra il XV e XVI secolo grazie al fiorire dell’attività laniera che portò prestigio e ricchezza ai suoi abitanti. Il centro del piccolo paese è dominato dalla Basilica di Santa Maria Assunta. Anche in questo caso la chiesa ha origine antica ma ha poi subito dei rifacimenti nel corso del XVII secolo. Dall’esterno, oltre alla grande cupola ottagonale, ciò che subito colpisce è il colore scuro di tutta la struttura dovuto al caratteristico calcare nero locale con cui è stata realizzata. L’interno è ricco di opere d’arte di pittori come Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto e di scultori come i Fantoni e i Caniana.

Dopo un pranzo a base dei più gustosi e rappresentativi piatti della Valle Seriana, l’itinerario prosegue verso Clusone, la terza ed ultima tappa del tour. Passeggiando per il centro storico si coglie il fascino di una città che racchiude in sé testimonianze di ogni epoca. In particolare vale la pena soffermarsi in Piazza Orologio, dove si può ammirare il medievale Palazzo del Comune e accanto ad esso il cinquecentesco orologio planetario. Questa straordinaria opera di Pietro Fanzago, attraverso un meccanismo semplice ma geniale è in grado di segnare con un unico indicatore le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione.

Da questo punto una piccola strada in salita ci conduce al vero cuore di Clusone, ossia la bellissima Basilica dedicata a Santa Maria Assunta e a San Giovanni Battista. Fu costruita a fine Seicento, su disegno di G.B. Quadrio, noto architetto che lavorò anche alla realizzazione del Duomo di Milano. La struttura è imponente e maestosa e racchiude importanti opere d’arte. A dominare è soprattutto il lavoro di Andrea Fantoni che si è occupato della realizzazione di buona parte dell’apparato scultoreo della Chiesa, dimostrando ancora una volta le sue notevoli capacità. Infine non può mancare una visita all’Oratorio dei Disciplini, un piccolo gioiello nascosto all’ombra della vicina Basilica. Fu edificato nel XIV secolo dalla confraternita dei disciplini bianchi e all’esterno presenta uno dei più begli e rari esempi di affreschi della Morte mai realizzati. Questo capolavoro, nelle sue varie parti, rappresenta  una sintesi unica in Europa delle tipiche raffigurazione della Morte che circolavano alla fine del Medioevo. All’interno dell’oratorio invece si trova un notevole ciclo di affreschi rappresentanti la vita di Gesù in 42 riquadri.

Così si conclude il nostro viaggio volto a scoprire una delle più belle valli della bergamasca attraverso i centri che più la rappresentano: una fusione perfetta tra natura, arte e spiritualità è ciò che rende quest’esperienza unica e indimenticabile.

  • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 8 persone
  • Quota a persona: da € 50
  • Bus dalla località di partenza del gruppo (entro i 200 km) – guida – pranzo tipico in ristorante – assicurazioni e copertura e Rct

 Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

Con il contributo di Regione Lombardia

 

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In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

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In cammino con Papa Giovanni XXIII

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Una delle figure più importanti di cui la terra bergamasca può vantarsi fu sicuramente Angelo Giuseppe Roncalli, eletto papa il 28 ottobre 1958 con il nome di Giovanni XXIII. Possiamo oggi ripercorrere le sue orme visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

«Non le dico se la nostalgia di Bergamo e del mio nido di Sotto il Monte non venga di tratto in tratto a tentarmi. Chi sa! Forse alla fine potrà scappar fuori una visita di qualche giorno ai dolci luoghi noti. Ma per mio conto non chiederò nulla». Con queste parole Papa Giovanni, dopo l’elezione a Pontefice, confidava al vescovo di Bergamo il suo desiderio di poter tornare un giorno a visitare i luoghi natali, a lui tanto cari.

L’itinerario che proponiamo prevede una giornata di pellegrinaggio proprio fra questi stessi luoghi, a partire dal piccolo paese di Sotto il Monte. Qui si potrà visitare la casa dell’umile famiglia contadina da cui nacque il futuro Papa Giovanni e la vicina chiesa di Santa Maria di Brusicco dove fu battezzato.

Il cammino prosegue verso Ca’ Maitino, la residenza estiva di Angelo Roncalli, da lui definita «per me il più bel luogo di riposo e pace». Nel periodo tra il 1925 e il 1958, quando gli studi e gli impegni ecclesiastici lo allontaneranno dalla terra natia, sarà questa la dimora in cui sceglierà di soggiornare durante i suoi rientri. Oggi l’edificio ospita un importante Museo contenente doni, arredi, foto d’epoca e ogni genere di oggetti che raccontano le esperienze vissute dal Pontefice nel corso di tutta la sua esistenza.

Successivamente si giunge alla Chiesa Parrocchiale, costruita a inizio ‘900 e consacrata proprio dal Vescovo Angelo Giuseppe Roncalli. Accanto ad essa si sviluppa il Giardino della Pace, un percorso concepito per suscitare momenti di riflessione e preghiera e che conduce i visitatori verso la Cripta “Oboedientia et pax”. Qui la meditazione continua in uno spazio avvolto nella penombra in cui sono custoditi i calchi in bronzo del volto e della mano del Papa realizzati da Giacomo Manzù.

Per concludere la visita del paese natale di Giovanni XXIII si raggiunge infine il Santuario delle Caneve. Angelo Giuseppe Roncalli insieme alla madre vi si recava spesso per pregare difronte all’immagine della Madonna con Bambino. Questo luogo costituiva uno dei suoi più bei ricordi d’infanzia.

Dopo una pausa per poter pranzare e degustare ottimi piatti locali, da Sotto il Monte le tracce di Papa Giovanni ci portano direttamente a Bergamo per proseguire con la seconda parte dell’itinerario. A 11 anni Angelo Roncalli si recò in Città Alta per entrare nel Seminario vescovile, che da Papa definirà «uno dei più forti amori della mia vita». Vi trascorse 7 anni poi si trasferì a Roma e fu qui che completò i suoi studi. Una volta ordinato sacerdote tornò al Seminario di Bergamo dove ottenne l’incarico di docente. In seguito si occupò anche della sua ricostruzione avvenuta nel 1960, a seguito della quale la struttura prese il suo nome.

Le tappe successive ci portano verso l’ex Casa dello Studente, un pensionato per chi frequentava le scuole di religione e non poteva tornare a casa ogni sera a causa della lunga distanza di cui Angelo Giuseppe Roncalli fu il responsabile, l’organizzatore e il direttore.

Si arriva così al centro storico della Città, i cui monumenti e opere artistiche non passarono inosservati al giovane Roncalli. Frequentava spesso la Biblioteca Civica Angelo Mai, la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero, il Duomo e ne rimaneva affascinato. La Cattedrale di Sant’Alessandro oggi presenta una cappella dedicata proprio a Giovanni XXIII in cui sono conservate delle reliquie e la bara in cipresso in cui fu sepolto fino al 2000, anno in cui fu riesumato e beatificato.

Così si conclude il cammino volto alla scoperta dei luoghi di Papa Giovanni XXIII. Al visitatore si offre un’occasione unica di poter percorrere le stesse strade che Angelo Roncalli ha seguito in vita, avvicinandosi così ad un uomo eccezionale il cui impegno per migliorare il mondo lo ha portato ad essere nominato Santo nell’aprile 2014.

  • Pacchetto per gruppi precosituiti di almeno 8 persone
  • Quota a persona: da € 50
  • Bus dalla località di partenza del gruppo (entro i 200 km) – guida – pranzo tipico in ristorante – assicurazioni e copertura e Rct

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I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

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La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

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La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

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Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico diffuso ampiamente su tutto il suo territorio. La massima espressione di questo stile, sviluppatosi in Europa tra il X e XII secolo si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola. L’itinerario, in sola mezza giornata, porterà il visitatore alla scoperta della bellezza e della storia di questi suggestivi luoghi di fede che sono riusciti a sopravvivere nei secoli e a mantenere ancora oggi un buono stato di conservazione.

La prima tappa è costituita dal tempio di San Tomè. Si tratta di una chiesa dedicata a San Tommaso sorta nel XII secolo sui resti di preesistenti edifici sacri di epoca romana e altomedievale. La caratteristica che la contraddistingue è la sua forma circolare in quanto è costituita da tre cilindri sovrapposti che vanno restringendosi dal basso verso l’alto. La struttura presenta una grande eleganza e raffinatezza, si percepisce un’armonia architettonica e il tutto si erge in un paesaggio campestre, alla sommità di un pendio boscoso. Ancor più suggestivo è l’interno: le otto possenti colonne al pian terreno e le altrettante più esili nel matroneo al piano superiore suddividono lo spazio in percorsi circolari creando degli effetti chiaroscurali di particolare fascino. La chiesa era originariamente affrescata ma delle antiche decorazioni pittoriche restano solo poche tracce mentre sono degni di nota i capitelli scolpiti con figure animali, umane e geometriche di squisita fattura. Infine i raggi di luce che filtrano dalla lanterna e dalle finestrelle contribuiscono ad aumentare il fascino del tempio, dando vita ad uno scenario quasi surreale. San Tomè è opera di artigiani che conoscevano bene i movimenti artistici dell’epoca, ma che sono stati capaci di mantenere una propria autonomia espressiva, tale da rendere la Rotonda un’opera unica nel panorama romanico italiano.

La tappa successiva ci porta alla vicina Chiesa di San Giorgio. Si tratta della più grande basilica romanica della diocesi di Bergamo dopo Santa Maria Maggiore. Questa eccellenza artistica ed architettonica sorge in aperta campagna all’intersezione di due assi viari dell’antico reticolo romano. Fu costruita nella seconda metà del XII secolo in due momenti diversi come si nota subito dalla diversità di materiali e tecniche utilizzate. La caratteristica che la rende unica è il fatto che vi sono conservati alcuni tra i più significativi affreschi due e trecenteschi della bergamasca, costituiti da immagini votive e dal grande ciclo della vita di Cristo nella navata centrale recentemente restaurato.

A seguire raggiungiamo l’originalissimo complesso della Chiesa Madonna del Castello, il cui nome deriva dall’antico castello, oggi scomparso, che sorgeva in questo luogo. La costruzione è costituita da tre corpi: l’antica cripta del VII-VIII secolo, la primitiva chiesa plebana del IX secolo e il Santuario del XVI secolo. La cripta è la più antica della provincia e conserva inalterata l’atmosfera degli antichi luoghi di culto. Al di sopra la Pieve di San Salvatore fu il primo luogo noto consacrato al culto cristiano del territorio a nord-ovest di Bergamo e fu da qui che la nuova religione cominciò ad irradiarsi nelle valli circostanti. Sull’antica facciata della Pieve è dipinto un affresco della Madonna col Bambino che nel 1506 operò un miracolo. Fu a seguito di questo evento che venne costruito il Santuario, proprio attorno all’effige miracolosa sulla quale venne innalzato un tempietto ottagonale.

La tappa finale dell’itinerario è costituita dalla Chiesa di San Nicola. Quest’ultima non è una chiesa di stile romanico e risale alla fine del XV secolo ma racchiude pregevoli opere d’arte nonché un raro esempio di organo Antegnati. Vale la pena quindi visitare anche questo piccolo gioiello.

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore rappresenta un’occasione imperdibile di scoprire opere sensazionali, ricche di storia ed espressione di uno stile, il romanico, di cui la Lombardia fu la prima regione promotrice in Italia alla fine dell’XI secolo.

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Dal Lago d’Iseo alla Valle Seriana

Dal Lago d’Iseo alla Valle Seriana

Il Lago d’Iseo, le Valli Camonica e la Valle Seriana

Il lago d’Iseo e la bassa val Camonica costituiscono una bellissima zona turistica non da tutti conosciuta.

L’itinerario percorre da Sarnico la spettacolare costa occidentale del lago con numerose gallerie, toccando caratteristiche località.
Domina il paesaggio del lago la grande massa del Monte Isola, la più grande isola di lago italiane.
A Lovere si taglia lo sbocco della val Camonica per raggiungere Pisogne e seguire poi la strada sulla sponda orientale dell’Oglio, stretta ma meno congestionata e più varia della Statale. Oltrepassato Darfo, si supera lo sperone che chiude la valle Cividate Camuno, e si scende a Breno.
Il paesaggio muta e si fa quasi dolomitico sotto la Concarena, che domina maestosa su Capo di Ponte, la località più interessante della val Camonica.
Si ritorna per la Statale, e a Boario Terme si devia per la val di Scalve, chiusa in una stretta impressionante vallata denominata Via Mala.
La strada si eleva sul gradino roccioso fino a raggiungere il passo della Presolana, ove il paesaggio muta del tutto; attraverso ridenti paesi montani e belle pinete si scende dolcemente a Clusone e, per la industriosa e popolata val Seriana, a Bergamo.

A Sarnico è caratteristico il vecchio nucleo con il quattrocentesco oratorio di S. Paolo e il bel lungolago.

 

Sostare a Tavérnola Bergamasca per un giro nell’abitato dalle belle case a loggiati; in alto presso il cimitero, c’è la quattrocentesca chiesa di S. Pietro, con affreschi.

 

Da Tavérnola si consiglia la gita ai pittoreschi abitati di Monte Isola, scendendo col traghetto a Siviano, da dove si può salire alla Madonna della Ceriola a godere il bel panorama.

Arrivati a Riva di Solto non può mancare una passeggiata lungo il lago e una capatina a Fonteno.

 

A Riva di Solto fa seguito un tratto pittoresco della litoranea intagliata nelle rocce a strapiombo su piccole calette.

A Lovere meritano una visita la chiesa gotico-rinascimentale di S. Maria in Valvendra e le pregevoli raccolte del Museo Tadini.

 

Pisogne vanta importanti affreschi del Romanino nella chiesa della Madonna della Neve.
Anche a Montecchio, dopo Darfo, la chiesa dell’Oratorio, presso il caratteristico ponte in pietra sull’Oglio, è ornata di buoni affreschi della scuola di Giovan Pietro da Cemmo.

A Breno, visitata la gotica chiesa di S. Antonio, si può fare una passeggiata ai resti del castello, oppure salire alla chiesetta di S. Valentino, anch’essa con pregevoli affreschi e dipinti di scuola bresciana.

Capo di Ponte è il capoluogo storico della val Camonica; si consiglia una visita al parco delle incisioni rupestri, e non si tralasci una visita alle due bellissime chiese romaniche di S. Siro e S. Salvatore.

Le incisioni rupestri della val Camonica sono la testimonianza più stupefacente di un’arte primitiva durata 25 secoli. La sola roccia di Naquane presso l’Antiquarium nel Parco delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte conserva circa 900 graffiti, dai più elementari risalenti al 1° periodo (2200 a.C.) ai più veristi dell’età del ferro (1000 a.C.).

A Boario vale la pena soffermarsi nel bel parco delle Fonti per poi inoltrarsi nella Via Mala, che, con i suoi orridi conduce al piccolo Paese di Dezzo Val di Scalve

Valicato il passo della Presolana, da Bratto avendo tempo si può raggiungere (km 8) la Malga Alta di Pora, e a piedi il crinale di Monte Pora, che offre un magnifico panorama sul bacino del lago d’Iseo.

A Clusone meritano una visita la parrocchiale di S. Maria Assunta e l’oratorio dei Disciplini.

Disponendo di tempo, da Casnigo si salga a Gandino, ove è la bella chiesa di S. Maria Assunta e scendendo a valle si incontra Alzano Lombardo con la sua basilica e le opere lignee di Andrea Fantoni.

Bergamo merita un apposito viaggio; ma anche se si ha fretta, non si può lasciare la città senza una capatina alla città Alta e ai monumenti della piazza Vecchia e della piazza del Duomo.

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Gran Tour dei Tre Laghi

Gran Tour dei Tre Laghi

  • 1°giorno – sabato – giornata di arrivi

Sono previsti trasferimenti individuali da Malpensa (o altri aeroporti) verso l’hotel.
Incontro con l’accompagnatore per briefing di benvenuto e presentazione del tour. Welcome cocktail.
Cena di benvenuto in hotel e pernottamento in zona Malpensa.

  • 2° giorno – domenica – Lago Maggiore e Isole Borromee

Mattino: prima colazione a buffet in hotel, trasferimento a Stresa. Visita all’Isola Madre. Pranzo all’Isola dei Pescatori con visita. Nel pomeriggio Isola Bella.
Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Giornata full day della guida locale. Pernottamento zona Stresa

  • 3° giorno – lunedì – Lago d’Orta, Isola di San Giulio e Stresa

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Tempo libero per una visita al centro storico di Stresa insieme all’accompagnatore. Trasferimento a Orta. Tempo libero per lo shopping e la visita al raccolto centro storico di Orta. Pranzo presso ristorante tipico a Orta. Nel pomeriggio incontro con la guida, trasferimento in barca e visita all’Isola di San Giulio. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Mezza giornata della guida locale. Pernottamento zona Stresa

  • 4° giorno – martedì – Escursione in Piemonte: Santuario di Oropa e Ricetto di Candelo

Prima colazione in hotel e trasferimento a Varallo per visitare il Santuario di Oropa. Pranzo in ristorante. Proseguimento a Ricetto di Candelo per una visita al borgo.
Al termine, trasferimento a Milano.
Cena in hotel e pernottamento.
Giornata solo con accompagnatore
Pernottamento a Milano

FINE DEL PRIMO MINITOUR E INIZIO DEL SECONDO MINITOUR

  • 5° giorno – mercoledì – Duomo di Milano, Teatro La Scala e Castello Sforzesco

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Visita del centro di Milano con visita interna a Duomo, Teatro La Scala, Castello Sforzesco (è un giro di 3 ore).
Pranzo in corso di escursione presso un ristorante locale.
Nel pomeriggio, tempo libero con accompagnatore. Possibilità di trasferirsi in zona Navigli per una passeggiata prima del rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Mezza giornata della guida locale.
Pernottamento a Milano

  • 6° giorno – giovedì – Reggia di Monza, Bergamo Alta e Galleria dell’Accademia Carrara

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Visita del Palazzo Reale di Monza con il suo parco, proseguimento per Bergamo dove raggiungeremo il magnifico centro storico in funicolare. Pranzo in ristorante tipico. Nel pomeriggio visita della Galleria dell’Accademia Carrara. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Due mezze giornate di visita.
Pernottamento zona Como / Lago di Como

  • 7° giorno – venerdì – Lago di Como

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Partenza per Tremezzo con la visita di Villa Carlotta. Da Tremezzo, crociera panoramica in centro Lago sempre insieme alla guida. Stop a Bellagio.
Pranzo in ristorante locale. Tempo libero per shopping e la visita nel borgo.
Nel pomeriggio rientro in battello a Tremezzo e in bus trasferimento a Como per una sosta libera prima del rientro in hotel.
Cena di arrivederci in hotel e pernottamento.
Mezza giornata di visita.
Fine servizio dell’accompagnatore.
Pernottamento zona Malpensa

  • 8° giorno – sabato – Giornata di partenze.

Mattino: prima colazione in hotel. Check-out e fine dei servizi. Trasferimenti individuali.

La quota comprende:

  • Tour in Bus G.T. e accompagnatore multilingua dalla cena del sabato/domenica d’arrivo al pranzo del giorno antecedente alla partenza;
  • Pensione completa, menu fisso, dalla cena del 1° giorno alla prima colazione del 8°con pasti consumati in hotel o c/o ristoranti esterni;
  • Bevande ai pasti 1/ 4 lt vino e ½ minerale,
  • Cocktail di benvenuto;
  • Utilizzo dispositivi audio-riceventi per tutta la durata del tour;
  • Sistemazione in alberghi 4 stelle;
  • Passaggi lacustri in battello ove previsti;
  • Guide locali

La quota non comprende:

  • Trasferimenti inizio/fine tour;
  • Ingressi ove previsto a musei, monumenti, gallerie e siti archeologici statali e privati. Per i siti statali è valido il Decreto Ministeriale vigente; il costo delle visite programmate – con pagamento diretto – è di circa € 00,00 per le strutture private (Palazzo Borromeo, Villa Carlotta, Villa del Balbianello) e di circa € 00,00 per le strutture statali (????????).
  • Eventuali tasse di soggiorno;
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

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Gran Tour dei Tre Laghi

Grand tour dei laghi lombardi fra il lago Maggiore, le Isole Borromee, il Lago d’Orta, il Lago di Como. Visita al centro storico di Milano, la Reggia di Monza e Bergamo Alta.

Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità

Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità

Accademia Carrara propone un itinerario alla scoperta della Città Alta di Bergamo che, attraversando antiche piazze e pittoreschi vicoli, condurrà i visitatori alla scoperta della cinta muraria sino a giungere ai numerosi capolavori artistici esposti nelle sale della Pinacoteca cittadina.

Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità!
Le mura difensive della città antica di Bergamo sono ufficialmente patrimonio dell’Unesco!

Lunghe 6 km e 200 metri, costruite dalla Repubblica di Venezia fra il 1561 e il 1588, la cinta muraria protegge la parte collinare della città, definita Bergamo Alta e, nonostante i sotterranei, i passaggi militari, le 200 bocche di fuoco e le cannoniere, non ha mai dovuto affrontare assedi. Questa la ragione principale per cui la struttura è così ben conservata. Sono quattro le porte di accesso a Bergamo Alta: Sant’Agostino, San Giacomo, Sant’Alessandro e San Lorenzo (quest’ultima intitolata in seguito a Giuseppe Garibaldi che vi passò con i suoi Cacciatori delle Alpi nel 1859). Il percorso lungo le mura è diventata una delle passeggiate preferite dei visitatori che possono scoprire la città alta e nel frattempo ammirare anche il paesaggio circostante.


Accademia Carrara | Percorso guidato “Capolavori”

Biglietto ingresso alla Accademia Carrara: € 8,00 + € 1,50 diritto di prevendita

  • Visita guidata in inglese: € 120 (durata 1 ora e 30 minuti circa)
  • Visita guidata italiano:  € 100 (durata 1 ora e 30 minuti circa)

Visite guidate per gruppi di almeno 12 partecipanti


Itinerario guidato in Città Alta – Mura Venete

  • Visita guidata di mezza giornata in inglese e italiano: € 150 (durata minima 3 ore circa – ogni frazione/ora in aggiunta € 50)

Visite guidate per gruppi di massimo 25/30 partecipanti
La quotazione della visita guidata in Città Alta è da considerarsi in aggiunta alle quotazioni dellla visita guidata al museo.


Orario di apertura dell’Accademia Carrara
da mercoledì a lunedì dalle ore 10 alle ore 19
martedì chiuso
http://www.lacarrara.it/

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San Tome’ e Crespi D’Adda

Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Tour in Franciacorta

Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

Tour dei Laghi Lombardi e Milano

“Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

La mia Bergamo

La mia Bergamo

La mia Bergamo

  • Una passeggiata tra le strette vie di Città Alta

“Sono nato da una buona famiglia bergamasca e, appena era possibile, i miei genitori mi portavano a fare una passeggiata in Città Alta, la parte più antica di Bergamo.
Si partiva dalla parte “moderna” di Bergamo, il cuore commerciale, Città Bassa e a piedi salivamo dalla scaletta Santa Lucia ed arrivavamo in Città Alta.
Focaccia di rito in Piazza Vecchia seduti sui gradini della biblioteca Angelo Maj e poi di nuovo a piedi fino a casa.
Il mio amore per Bergamo risale a quando ero piccolo e col tempo è cresciuto sempre più.

Adesso, che sono grande, ho la fortuna di “salire” spesso in Città Alta, e, quello che una volta era il luogo della passeggiata domenicale di un bambino è diventato…  lo “stupore” fatto di viuzze, palazzi, biblioteche monumentali, piazze storiche e panorami incredibili.

  • Qualche anno fa Bergamo è stata indicata tra le città più romantiche d’Europa.

La vicinanza con l’aeroporto di Orio al Serio, dove fanno scalo le maggiori compagnie low cost, la rende una meta facile da raggiungere per passare un bel fine settimana.

La visita di Bergamo parte normalmente dal viale che inizia alla stazione ferroviaria di Bergamo.
Con la stazione alle spalle avrai di fronte l’incredibile “visione” di Berghém de Sùra … quello è la tua meta.

Consiglio di percorrere tutto il viale che ti trovi davanti, intitolato a  papa Giovanni XXIII, per avere una panoramica generale della città: attraverserai i Propilei, due grandi costruzioni erette nel 1838 in occasione della visita di Ferdinando I d’Austria.
Proseguendo ancora avrai di fronte la Torre ai Caduti, costruito sull’onda della retorica patriottica successiva alla prima guerra mondiale, non solo a memoria e onore dei caduti bergamaschi ma per esaltare e consolidare il nazionalismo unitario, come esplicitamente detto nel discorso di inaugurazione pronunciato da Mussolini il 27 ottobre 1924.
In questa piazza ti troverai sul Sentierone, il viale pedonale che attraversa viale Papa Giovanni e conduce in via XX Settembre, la via dei negozi e dello shopping.
Proseguendo verso il viale, dopo circa 500 metri, troverai sulla sinistra la funicolare, costruita nel 1887, che collega Città Bassa con Città Alta e quest’ultima con San Vigilio, il luogo migliore da dove ammirare il meraviglioso panorama sull’intera città.
La parte migliore del visitare questa roccaforte racchiusa tra le mura, retaggio della dominazione veneziana, è perdersi tra i vicoli, specialmente la sera, quando tutta l’atmosfera diventa quasi magica e le vetrine dei negozi nella via principale invogliano allo shopping.
La passeggiata lungo le mura è un’esperienza unica: fermati su uno degli spalti, siediti su una panchina circondata dal verde e goditi la vista sulla città bassa.
Se invece preferisci un panorama montano, consiglio il tragitto da Colle Aperto che, passando su via della Fara, offre una visione sulle Prealpi Orobiche e sui colli.
Merita una visita anche Sant’Agostino (che troverai proseguendo sempre su via della Fara), un ex convento da poco restaurato e oggi sede universitaria, che si caratterizza per la magnifica facciata tardogotica.
  • Per tornare in Città Bassa consiglio due percorsi.
Se hai scelto la passeggiata lungo le mura, arrivati a Porta San Giacomo, scendi lungo il percorso “sospeso” sulla città e poi gira a sinistra, in una viuzza stretta e circondata da ville e giardini: arriverai in via Sant’Alessandro e, proseguendo ancora dritto, sarai nel cuore di Bergamo, via XX Settembre.
Se invece hai scelto il percorso con “panorama montano”, oltrepassato il convento, scendi verso Porta Sant’Agostino, imbocca via Pignolo sulla sinistra e arriverai in una via ricca di botteghe (c’è anche una liuteria!) dove potrai “spiare” il lavoro degli artigiani dalle vetrine.
Insomma: “smarrisciti”, scopri e innamorati di Bergamo!

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Alla scoperta di Bergamo

Alla scoperta di Bergamo

  • Arrivo del gruppo verso le ore 10.00 presso zona parcheggi bus Bergamo – Città Alta.
  • Incontro con la guida e inizio della visita guidata del borgo medioevale di città alta.
  • Pranzo in ristorante nel centro storico (menu: antipasti bergamaschi. bis di primi . secondo con contorno , dessert – bevande a i pasti 1/4 viono + 1/2 acqua)
  • Nel pomeriggio (verso le ore 15.30) discesa in funicolare verso la citta’ bassa , visita guidata.

La Città Bassa, con i suoi tesori d’arte disseminati lungo l’asse viario del “Sentierone”,

  • tra i due borghi storici di S. Leonardo e Pignolo,
  • il percorso più amato dai bergamaschi,
  • le chiese di S. Bartolomeo, S. Spirito, S. Bernardino e le straordinarie pale di Lorenzo Lotto.
  • Il Centro Piacentiniano, la cittadella moderna reinventata sotto la sapiente regia dell’arch. Marcello Piacentini all’inizio del XX° sec.
  • ore 18.00 fine servizi

Quota di partecipazione: € 45 a persona
Minimo 30 persone


Su richiesta, quotazioni per prolungamenti di soggiorno, gruppi, ecc.; eventuali riduzioni per sistemazione in camere triple o quadruple, tariffe per bambini, ecc; visite a più cantine con degustazioni personalizzate e più complete in base all’interesse
personale.

Le QUOTE sono da riconfermare al momento della prenotazione e sono variabili in base alla struttura, alle camere disponibili, al periodo richiesto e alla durata del soggiorno.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Contatta l'agenzia di viaggi DESTINAZIONE SOLE

I luoghi di papa Giovanni XXIII

I luoghi di papa Giovanni XXIII

Un momento di pace a Sotto il Monte

La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

Sostare in questo territorio così bello e rivedere la propria vita sotto la lente di ingrandimento di “uomo, divenuto papa per volontà di Dio“, significa fare un viaggio dentro il nostro cuore.

L’importante progetto di rivalutazione dei luoghi giovannei ha consentito di sviluppare alcune proposte di visita che tengano conto delle diverse esigenze dei pellegrini: per fasce di età, per il tempo a disposizione, e per il desiderio di approfondimento di alcune importanti tematiche.

La Casa del Pellegrino si propone come cabina di regia per l’accoglienza e l’organizzazione dei pellegrinaggi. La molteplicità dei luoghi di interesse, il loro posizionamento sul territorio, e la volontà di gestire al meglio le diverse esigenze dei visitatori, necessitano di un coordinamento che lo staff dell’Associazione Papa Giovanni XXIII in collaborazione con l’agenzia di viaggi Destinazione Sole è in grado di soddisfare.

Ecco il programma “tipo” di una visita a Sotto il Monte

  • ore 9.00 – Accoglienza e registrazione alla Casa del Pellegrino. Visione di un breve filmato di introduzione al pellegrinaggio a Sotto il Monte Giovanni XXIII e uso di servizi quali toilette, Cafè JXXIII e bookshop.
  • ore 09.45– Visita guidata alla Casa dei Ricordi di Ca’ Maitino.
  • ore 10.45– Visita guidata al Santuario San Giovanni XXIII (Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista, Cappella della Pace, Giardino della Pace e Cripta “Oboedientia et Pax”).
  • ore 11.45– Visita guidata alla Chiesa Santa Maria di Brusicco.
  • ore 12.30 – Pranzo presso un agriturismo della zona incluso di bevande.
  • Nel pomeriggio visita a Città Alta a Bergamo con salita con la Funicolare. e visita guidata di Citta alta 2 ore.

Quota del pacchetto: € 40
(gruppi minimo 20 persone)


Su richiesta, quotazioni per prolungamenti di soggiorno, gruppi, ecc.; eventuali riduzioni per sistemazione in camere triple o quadruple, tariffe per bambini, ecc; visite a più cantine con degustazioni personalizzate e più complete in base all’interesse
personale.

Le QUOTE sono da riconfermare al momento della prenotazione e sono variabili in base alla struttura, alle camere disponibili, al periodo richiesto e alla durata del soggiorno.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Giovanni XXIII nacque a Sotto il Monte il 25 novembre 1881, primo figlio maschio di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli. La sera stessa il neonato venne battezzato presso la Chiesa di Brusicco dal parroco Don Francesco Rebuzzini, ricevendo il nome di Angelo Giuseppe. Gli fece da padrino l’anziano prozio Zaverio Roncalli, uomo molto pio, rimasto celibe, che si era assunto il compito di educare religiosamente i suoi numerosi nipoti.

Manifestando fin dalla fanciullezza una forte inclinazione alla vita ecclesiastica, il 7 novembre 1892 Angelo Giuseppe Roncalli fece il suo ingresso nel seminario di Bergamo. Non tardò a distinguersi sia nello studio che nella formazione spirituale, tanto che i superiori lo ammisero alla tonsura prima del compimento del suo quattordicesimo anno.

Nel gennaio 1901 fu inviato a Roma presso il seminario Apollinare, dove esistevano alcune borse di studio a favore dei chierici bergamaschi. Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età di 22 anni, conseguì il dottorato in Teologia; venne ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 nella chiesa di San Carlo al Corso a Roma.

Nel febbraio 1905 fu scelto quale segretario del nuovo Vescovo di Bergamo, Mons. Giacomo Radini Tedeschi. Furono dieci anni di intenso impegno accanto ad un Vescovo autorevole e molto dinamico che contribuì a fare della Diocesi di Bergamo un modello della Chiesa Italiana. L’esperienza accanto a Mons. Radini rimase sempre un punto di riferimento per Giovanni XXIII ogniqualvolta venisse chiamato ad assolvere un incarico.

Dopo aver partecipato all’esperienza della Prima Guerra Mondiale, assistendo ai numerosi feriti in qualità di cappellano, e dopo aver portato avanti l’opera di Propagazione della Fede nelle diocesi italiane, nel 1925 Angelo Giuseppe Roncalli ricevette l’ordinazione episcopale e la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria.

Ebbe inizio così il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Il Vescovo Roncalli rimase in Bulgaria per circa dieci anni; nel 1934 venne nominato Delegato Apostolico in Turchia e in Grecia, ove contribuì a ripristinare i contatti tra la Chiesa Cattolica e il Patriarcato di Costantinopoli; nel 1944, con la conclusione del secondo conflitto mondiale, fu promosso alla Nunziatura di Parigi.

Nel 1953, ormai Cardinale, Angelo Giuseppe Roncalli fu inviato a Venezia in qualità di Patriarca. Dopo qualche anno, il 28 ottobre 1958, venne eletto Papa, con il nome di Giovanni XXIII. Inizialmente reputato un Pontefice di transizione da parte dell’ambiente ecclesiastico, Papa Giovanni XXIII passò alla Storia come uno dei maggiori riformatori della Chiesa Cattolica; il suo più grande contributo è rappresentato dal Concilio Vaticano II, i cui lavori presero avvio l’11 ottobre 1962. L’intento era quello di riesporre la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna, invitando alla misericordia ed al dialogo con il mondo invece che alla condanna e alla contrapposizione.

Questo fu il principio ispiratore del suo agire anche in un contesto storico critico come quello rappresentato dalla Guerra Fredda: il suo intervento conciliante fu decisivo in occasione della grande crisi di Cuba nel 1962, al punto da essere insignito del Premio Balzan per la pace.

Papa Giovanni XXIII si spense il 3 giugno 1963, all’età di 82 anni.

fonte: jxxiii

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Il Santuario di Caravaggio

Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

I Santuari Mariani della bergamasca

La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Val Seriana- la valle delle tre Basiliche

Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

In cammino con Papa Giovanni XXIII

Possiamo ripercorrere le orme di papa Giovanni XXIII visitando i luoghi in cui ha trascorso i momenti più importanti della vita, attraverso i quali è divenuto quel Papa Buono che tutto il mondo ha amato.

Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

Tour in Franciacorta

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Tour dei Laghi Lombardi e Milano

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